Coldiretti: stop al pesce fresco nell’Adriatico, vietato da Trieste a Bari

16 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

TRIESTE (WSI) – Pesce fresco vietato in tutto l’Adriatico, da Trieste a Bari. Il provvedimento di fermo pesca che ha portato al locco delle attività della flotta da pesca italiana era già scattato il 25 luglio scorso e ora è stato esteso al tratto di costa da Pesaro a Bari per 43 giorni. A renderlo noto la Coldiretti Impresapesca.

 “Stop al pesce fresco a tavola per l’avvio del fermo pesca che porta al blocco delle attività della flotta da pesca italiana lungo tutto l’Adriatico da Trieste a Bari. In un Paese come l’Italia che importa più di 2 pesci su 3 nei territori interessati, con il fermo biologico aumenta peraltro anche il rischio di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare”.

Il blocco delle attività in Adriatico terminerà il 5 settembre nel tratto da Trieste a Rimini e il 26 settembre nel tratto da Pesaro a Bari. Il 17 settembre si fermeranno i pescherecci a partire da Brindisi, Ionio e Tirreno (fino al 16 ottobre), mentre Sardegna e Sicilia decideranno autonomamente, con uno stop di almeno trenta giorni nel rispetto dei periodi previsti dai piani di gestione.