Carovita: in Ue aumenti salariali sparsi, Italia ancora ferma

9 Maggio 2022, di Redazione Wall Street Italia

L’inflazione continua a mordere attestandosi, secondo gli ultimi dati Istat relativi al mese di aprile, a +0,2% su base mensile e +6,2% su base annua. Ma anche il resto d’Europa non se la passa bene ma una differenza sostanziale tra il nostro paese e gli altri stati membri c’è e riguarda le retribuzioni contrattuali.

Così, come riporta Repubblica, in Germania il sindacato IG Metall sta trattando un aumento dell’8,2% per gli 85 mila lavoratori delle acciaierie, mentre in Danimarca il sindacato Fnv chiede un aumento del salario minimo dai 10 ai 14 euro l’ora. Allo stesso mondo in Francia l’anno scorso ci sono stati tre aumenti del salario minimo, che nel complesso hanno portato a una crescita del 5,9%, mentre in Spagna a febbraio il salario minimo è arrivato a 1000 euro, con effetto retroattivo da gennaio, e suddiviso in 14 mensilità.

E in Italia? Come ha osservato Bankitalia nel suo ultimo bollettino, i recenti rialzi dei prezzi non si sono riflessi sulle retribuzioni contrattuali, la cui dinamica resta contenuta. Il nostro è uno dei pochi Paesi Ue a non avere un salario minimo, e ad aver registrato una diminuzione delle retribuzioni dal 1990 a oggi.

Il mese prossimo, l’Istat pubblicherà una nuova serie di previsioni sull’inflazione che fisseranno la linea di base per i prossimi negoziati salariali. La crescita salariale italiana nel marzo 2021 è rimasta debole allo 0,7% su base annua, con i salari dell’industria e dei servizi privati che sono cresciuti meno dell’1%. Nel frattempo sale la pressione delle aziende del settore privato dopo che il governo italiano sta chiedendo alle imprese di compensare in parte la perdita di reddito reale dei lavoratori. Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha respinto questa richiesta chiedendo che l’alleggerimento delle pressioni sui redditi sia fornito direttamente dal governo attraverso una riduzione dei contributi sociali.

Ma c’è chi si muove controcorrente. E’ il caso di Brembo che ha deciso di riconoscere un contributo straordinario di 1.000 euro lordi a ciascuno dei propri collaboratori in Italia. “In una fase in cui nel nostro paese il forte aumento del costo della vita sta incidendo in modo importante sul bilancio delle persone e delle famiglie, abbiamo voluto dare un segnale concreto a tutti i nostri collaboratori” ha commentato Matteo Tiraboschi, Presidente Esecutivo di Brembo. “Brembo ha sempre riposto particolare attenzione alle persone e anche in questa occasione vuole dimostrare loro la sua vicinanza.” Il contributo straordinario verrà corrisposto con la retribuzione del mese di maggio e il valore complessivo stanziato dall’azienda è di circa 6 milioni di euro.