Borse Cina KO, effetto lockdown Covid fa tremare anche il petrolio. A Milano deragliano ENI & co.

25 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

Mercati in affanno anche in avvio della nuova settimana. Ai timori legati al profilarsi di rapidi aumenti dei tassi si aggiunge l’acuirsi delle preoccupazioni per un rallentamento economico in Cina. La Cina sta lottando per contenere la sua peggiore ondata Covid che continua nonostante i duri lockdown a Shanghai . Durante il fine settimana, la capitale Pechino ha avvertito che il virus si sta diffondendo inosservato da circa una settimana. A Shanghai si è arrivati anche alla costruzione di recinzioni intorno ai condomini dove ci sono cluster Covid. Mentre nel distretto Chaoyang a Pechino sono previsti tre giorni di test a tappeto per tamponare l’avanzata di Omicron anche nella capitale.

In Asia l’ indice Hang Seng di Hong Kong è sceso oggi del 3,91%, lo Shanghai Composite è sceso del 5,09%. mentre l’indice Hang Seng Tech è sceso del 5,16%. Le azioni quotate a Hong Kong di Alibaba sono scese del 5,42%. Il giapponese Nikkei 225 è sceso dell′1,9%.

KO anche il petrolio

Un contesto difficile che sta facendo crollare anche il petrolio sui timori di un forte rallentamento della domanda. Il petrolio Wti scende di slancio sotto i 100 dollari con un calo del 4% circa, così come il Brent che viaggia in area 102$. Pagano dazio così i titolli del settore oil con Tenarsi a oltre -4,7% stamattina a Piazza Affari, quasi -4% ENI e -3,5% Saipem. In generale il Ftse Mib arretra dell’1,6% scivolando sotto i 24 mila punti.

Sullo sfondo i timori di una Fed molto aggressiva sul fronte tassi che già nelle ultime due sedute avevano depresso i mercati. “Le preoccupazioni per i tassi di interesse e una possibile recessione sono tornate sul tavolo, spingendo gli investitori a scaricare sia le azioni che le obbligazioni. Con l’inflazione che sta già colpendo la spesa dei consumatori, il timore è che un ritmo più rapido dell’inasprimento della Fed possa esercitare ulteriore pressione sull’economia statunitense“, spiegano stamattina gli esperti di IG.

Wall Street venerdì ha segnato forti cali con -2,77% per lo S&P 500 (peggior calo da marzo) e il Dow Jones che ha subito la peggiore perdita giornaliera dall’ottobre 2020. Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 981,36 punti, ovvero del 2,8%, a 33.811,40. Il Dow ha segnato un calo settimanale dell’1,9%, il suo quarto calo settimanale consecutivo e la nona settimana in perdita delle ultime 11. L’S&P 500 ha registrato una perdita settimanale del 2,8%, segnando il suo terzo calo settimanale consecutivo. Il Nasdaq ha segnato -3,8% nell’ultima settimana complice anche il fattore Netflix.

Giovedì a deprimere il sentiment degli investitori è stato un discorso del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che ha affermato durante un panel del Fondo monetario internazionale che domare l’inflazione è “assolutamente essenziale” e un aumento dei tassi di 50 punti base è probabile a maggio.

“Sembra che gli investitori si stiano allontanando dalla narrativa TINA (‘non ci sono alternative’) negli ultimi tempi quando si tratta di azioni”, rimarca Brian Price, head of investment management di Commonwealth Financial Network. Per la seconda settimana consecutiva ci sono stati deflussi significativi dai fondi comuni di investimento azionario.