Borse asiatiche negative dopo sell sul Nasdaq, a Hong Kong cadono le Big Tech cinesi

6 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

Mercati asiatici negativi dopo la chiusura al ribasso di Wall Street, che ha visto protagonisti soprattutto i sell off sui titoli tecnologici.

Il Dow Jones ha perso 280 punti circa, o -0,8%. Lo S&P 500 ha ceduto l’1,3%, mentre il Nasdaq Composite ha sofferto una flessione del 2,3%.

In Asia capitolano soprattutto i titoli delle Big Tech cinesi quotate alla borsa di Hong Kong. Vendite su Alibaba, che cede più del 4%, su Meituan e Tencent, con il sottoindice di riferimento degli hi-tech dell’indice benchmark Hang Seng, l’Hang Seng Tech index che perde più del 3%. La borsa di Tokyo assiste alla caduta di SoftBank Group; male alla borsa di Seoul Kakao, Naver e SK Hynix.

L’indice Hang Seng di Hong Kong cede al momento l’1,4%, mentre l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo arretra dell’1,6% circa; male anche Shanghai -0,22%; Sidney -0,52%, Seoul -0,78%.

I tassi dei Treasuries Usa decennali volano al nuovo record dal maggio del 2019, scontando i timori su una Fed più hawkish alimentati ieri dall’avvertimento lanciato dalla governatrice della Federal Reserve Lael Brainard.

L’esponente della Fed è stata costretta ad ammettere che la banca centrale Usa deve agire in modo veloce e aggressivo per far scendere l’inflazione.

“L’inflazione è davvero troppo alta e soggetta a rischi al rialzo – ha detto Brainard – La Commissione è pronta a varare misure più forti, nel caso in cui le indicazioni sull’inflazione e le aspettative sull’inflazione dovessero avallarle”. Ancora, a suo avviso, la riduzione del bilancio della Fed dovrebbe avvenire a “un ritmo rapido”.

I tassi decennali sono volati così fino al 2,6181%, superando i tassi a due anni, attorno al 2,5878%, e riportando così alla normalità il tratto della curva dei rendimenti a 2-10 anni, che si era invertito nelle sessioni precedenti.

Si attende oggi la pubblicazione delle minute della Federal Reserve relative all’ultima riunione del 16 marzo 2022, quando il Fomc, il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa, ha alzato i tassi sui fed funds per la prima volta dal 2018, portandoli al range compreso tra lo 0,25% e lo 0,50%.

Dal dot plot, documento che contiene le aspettative degli esponenti del Fomc sul trend futuro dei tassi, è emerso che la Commissione prevede sei ulteriori rialzi dei tassi in ognuno dei meeting rimanenti del 2022, fino all’1,9% entro la fine dell’anno.

Per il 2023, le previsioni sono di tre ulteriori strette monetarie e nessun rialzo dei tassi nel 2024.