Borsa Tokyo +1%, futures Usa positivi. Tassi sempre protagonisti: l’altra banca centrale pronta ad alzarli di 50 pb

5 Luglio 2022, di Redazione Wall Street Italia

L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dell’1,03% a 26.423,47 punti. Alle 8.20 circa ora italiana, i futures sul Dow Jones salgono dello 0,37%, quelli sullo S&P 500 avanzano dello 0,44%, quelli sul Nasdaq salgono dello 0,58%. Oggi Wall Street riapre, dopo essere rimasta chiusa nella giornata di ieri, in occasione della festività nazionale dell’Independence Day del 4 luglio. La scorsa settimana, il Dow Jones è sceso su base settimanale dell’1,3%, lo S&P 500 è arretrato del 2,2%, il Nasdaq ha sottoperformato con una perdita del 4,1%. Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso la sessione di venerdì scorso in rialzo di 321,83 punti, o dell’1,1%, a 31.097,26, lo S&P 500 è salito dell’1,1% a 3.825,33 e il Nasdaq Composite è avanzato dello 0,9% a 11.127,85.

Oggi in Asia le borse cinesi si confermano nota stonata, con la borsa di Shanghai che arretra dello 0,66% e Hong Kong che azzarda un timido rialzo.

Protagonisti nell’area dell’Asia-Pacifico la diffusione dei dati relativi ai PMI servizi di Cina e Giappone (positivi) e l’annuncio dell’RBA, banca centrale dell’Australia, che ha alzato i tassi di 50 punti base, all’1,35%, dal precedente 0,85%.

Dal comunicato con cui la banca centrale ha annunciato la decisione del rialzo dei tassi di 50 punti base, è emerso che il board della Reserve Bank of Australia prevede ulteriori strette monetarie nella sua lotta contro l’inflazione.

“Il board si impegna a fare ciò che è necessario per assicurarsi che l’inflazione torni al target nel corso del tempo”, si legge nel comunicato della Reserve Bank of Australia. La “dimensione e il timing dei futuri rialzi dei tassi di interesse saranno guidati dai dati e dalla valutazione dell’outlook sull’inflazione e sul mercato del lavoro”. La borsa di Sidney ha chiuso in progresso dello 0,44%.

Dal fronte macroeconomico della Cina è stato diffuso l’indice Pmi dei servizi elaborato da Caixin-Markit. Boom del dato, volato a 54,5 punti, facendo molto meglio dei 47,3 punti previsti dal consensus, e dei precedenti 41,4 punti di maggio. Il Pmi servizi ha riagguantato la fase di espansione, in quanto superiore a quota 50, linea di demarcazione tra fase di contrazione – valori al di sotto – e di espansione – valori al di sopra.

Diffuso anche il Pmi Composite, che è salito a giugno a 55,3 punti, anche in questo caso volando rispetto alla precedente fase di contrazione, confermata da un dato pari a 42,2 punti nel mese di maggio.

In Giappone reso noto l’indice Pmi servizi stilato contestualmente da Jibun-Markit, che si è attestato a giugno a 54 punti, rispetto ai precedenti 52,6 punti di maggio, al ritmo di crescita più solido in più di otto anni, ovvero dall’ottobre del 2013. Il Pmi Composite del Giappone è salito a 53 punti, rispetto ai 52,3 punti precedenti, al valore più alto degli ultimi sette mesi.

Attenzione anche all’inflazione della Corea del Sud misurata dall’indice dei prezzi al consumo che, nel mese di giugno, è balzata del 6% su base annua, oltre il +5,9% atteso dal consensus degli analisti e al ritmo più alto dal novembre del 1998. “La pressione sui prezzi e una Fed hawkish negli Stati Uniti, in un momento in cui la bilancia dei pagamenti della Corea del Sud è sotto pressione, avalla l’ipotesi di una stretta di 50 pb da parte della Bank of Korea nel prossimo meeting del 13 luglio”, ha commentato l’economista di
ANZ Krystal Tan, in una nota riportata dal sito della CNBC. La borsa di Seoul si è confermata in ogni caso tra le migliori in Asia, scattando dell’1,62%.