Bce tra due fuochi (rischio crescita e boom inflazione), Lagarde soppeserà ogni parola su tema tassi

9 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

 

C’è chi l’ha definito come uno dei meeting più complessi degli ultimi tempi per la Banca centrale europea (Bce). E c’è chi, in tempi di guerra, si attende una maggiore dose di prudenza e cautela da parte dell’istituto centrale guidato da Christine Lagarde. Quello che è certo è che nelle ultime settimane, con lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, la narrativa è cambiata visto che nell’ultima riunione Lagarde non aveva escluso un rialzo dei tassi nel 2022, un atteggiamento ‘falco’ che aveva sorpreso. Adesso si arriva al meeting di domani con la Bce che appare stretta tra due fuochi, e ogni parola peserà come un macigno.  

In attesa del comunicato ufficiale, che verrà diffuso come di consueto a partire dalle 13:45 e della conferenza stampa di Madame Lagarde che prenderà il via alle 14:30, si passano al setaccio i vari commenti di operatori ed economisti. “La moltitudine di fattori macroeconomici renderà le decisioni molto difficili. Anche se ci aspettiamo che la Bce esprima cautela e sottolinei le incertezze relative agli elevati rischi geopolitici, questo sarà comunque bilanciato dalle crescenti rilevazioni sull’inflazione e dalle proiezioni di inflazione a breve termine riviste al rialzo”, afferma Peter Goves, fixed-income research analyst di MFS Investment Management. In particolare, l’esperto si attende che il consiglio affermi la fine del Pepp a marzo, ma oltre a questo, la Bce vorrà aspettare e vedere come evolveranno gli eventi, e non ultimo come l’inflazione spinta dai rincari dei costi influenzerà in modo più ampio le prospettive di crescita.

Inflazione e Pil, attesa per l’aggiornamento delle stime economiche

Nella riunione di domani c’è grande attesa per la pubblicazione delle proiezioni macroeconomiche aggiornate che, secondo Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments, mostreranno un forte spostamento dell’inflazione attesa per il 2022 (dal 3,2% al range 5,5%-6% nostre stime), mentre le corrispondenti aspettative di crescita dovranno essere riviste (dal 4,2% ad almeno circa il 3%). Allo stesso tempo, le aspettative d’inflazione market-based sia a medio che a lungo termine si sono distaccate dalla soglia del 2%. Il consiglio direttivo si muove quindi, spiega Martin Wolburg, sempre più verso una situazione che Panetta ha definito “brutta inflazione”, ovvero un disancoraggio delle aspettative di inflazione.

La Bce potrebbe segnalare che, nonostante l’invasione russa, la normalizzazione della politica è in corso mentre i suoi tempi dipendono fortemente dall’evoluzione della guerra e dalle ricadute sull’attività. In ogni caso, sarà una linea sottile tra contribuire a ridurre nuovamente le aspettative di inflazione a lungo termine, mentre si cerca di attutire le ricadute della guerra sulle attività. La presidente Lagarde sceglierà le sue parole con molta attenzione e forse la Bce potrebbe proporre anche nuovi strumenti per far fronte a questa situazione eccezionale.

Gli analisti di S&P sostengono che il primo rialzo dei tassi non avvenga prima di dicembre, compatibilmente con gli sviluppi del conflitto. Gli esperti dell’agenzia di rating sottolineano inoltre che “c’è un alto grado di incertezza circa le previsioni economiche” e in questa fase credono che “il conflitto in Ucraina potrebbe ridurre la crescita dell’Eurozona di 1,2 punti di Pil”.

Guardando ai canali del commercio, delle importazioni di energia e ai livelli di fiducia, si attendono che la Germania e l’Italia siano un po’ più colpite della Spagna o della Francia. “Salvo ulteriori escalation, il nuovo shock non dovrebbe impedire all’economia europea di crescere del 3,2% quest’anno, al di sopra del suo potenziale”, avvertono da S&P.

Barclays: la Bce non alzerà i tassi prima di marzo 2023

“Nell’ambito del suo mandato, la Bce farà tutto il necessario per evitare una crisi di guerra in atto si trasformi in una crisi economica e finanziaria”, affermano gli esperti di Barclays, secondo i quali nella prossima riunione “la Bce ridurrà significativamente la stime di crescita e aggiornerà le proiezioni di inflazione sia per il 2022 sia per il 2023”. “La comunicazione probabilmente rimarcherà l’incertezza circa le previsioni”, aggiungono dalla banca inglese. “A nostro avviso, l’obiettivo sarà quello di calibrare la politica per mitigare l’impatto sulla crescita del guerra Russia-Ucraina“, spiegano ancora da Barclays aggiungendo che in questo scenario la Bce non dovrebbe annunciare modifiche al percorso del QE deciso lo scorso dicembre 2021 e manterrà invariati i tassi di interesse.

Secondo l’analisi di Barclays, il conflitto costringerà la Bce a rimanere ferma, e potrebbe anzi richiedere una politica ancora più accomodante.  Ora, gli esperti della banca UK si attendono che l’istituto centrale di Francoforte “non aumenterà i tassi fino a quando il conflitto non sarà terminato e/o non ci sarà chiarezza sul suo impatto sull’outlook inflazionistico di medio termine e le tre condizioni indicate per il rialzo dei tassi non saranno soddisfatte. In ogni caso la stretta non avverrà prima di marzo 2023”.