Banche: Equita, rialzo tassi costituisce il principale upside risk (analisti)

27 Maggio 2022, di Redazione Wall Street Italia

L’ultima tornata di trimestrali ha visto le banche di Piazza Affari sfornare risultati complessivamente positivi, con la maggior parte delle banche che ha battuto le stime. In un Report di update sul settore, Equita ribisce la view costruttiva, con la recente performance che non sconta pienamente l’incremento delle aspettative di rialzo dei tassi. “Il trimestre non ha ancora mostrato particolari elementi di discontinuità sul fronte dei tassi di interesse, il cui incremento – se non combinato con una
recessione economica – costituisce a nostro avviso il principale upside risk sulle nostre stime e su quelle di mercato”, argomenta la sim milanese.

Equita mantiene un approccio conservativo sul net interest income. Le sue stime incorporano in media un rialzo dei tassi di 80-90bps a fine 2023 dal 2021, consistenti con un Euribor 3M 2023 a 0,4%, ossia circa 30bps al di sotto di quanto indicato dalla curva forward (Euribor 3M > 0.7% a fine 2023). “Incorporando nelle nostre stime un ulteriore aumento dei tassi di 35 bps nel periodo YE21 e YE23 – in linea con l`attuale curva forward – l`EPS 2023E aumenterebbe in media del 15% circa, a parità di altre condizioni”, spiega Equita.

Dalla fine del primo trimestre, il settore ha performato positivamente (+5%) “non scontando pienamente il beneficio implicito legato alla variazione delle aspettative di rialzo dei tassi”, asserisce il report odierno di Equita che mantiene una visione complessivamente positiva sul settore (P/TE = 0.5x). “In particolare, le banche italiane si approcciano ad affrontare uno scenario maggiormente sfidante in una buona posizione sia in termini di capitale che di qualità degli attivi e, a differenza del passato, il contesto dei tassi di interesse potrebbe finalmente essere di supporto e non ancora adeguatamente scontato dai recenti movimenti di mercato”.

Tra i titoli blue-chip, Equita è buy su Banco BPM, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mediobanca, mentre Credem è il nome preferito tra le mid-cap.