Azionario Usa: le ragioni per cui i flussi stanno stabilizzando il mercato

18 Maggio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Marco Oprandi, head of cross asset solutions di Cirdan Capital, si è soffermato sull’equity statunitense e ha indicato i perché alcuni flussi stanno stabilizzando il mercato. Di seguito il commento.

 

Nell’ultima settimana, il mercato azionario globale ha registrato un consistente ribasso dei prezzi, che ha principalmente colpito i titoli azionari tecnologici americani. Giganti come Apple, Visa, Nvidia e Walmart, hanno ‘bruciato’ circa 450 miliardi di valore ciascuno, riducendo significativamente la loro capitalizzazione di mercato. Ciò ha dato l’ennesima scossa al mercato in un contesto geopolitico e macroeconomico già complicato, generando sfiducia negli investitori: solo il 24% del mercato ha una visione rialzista riguardo l’azionario globale, la percentuale più bassa dal 1987.

 

Nell’ultima settimana si è infatti verificato il più grande esodo di capitali dal mercato azionario (outflow) del 2022. L’S&P500 ha subito un calo del 17,54% nei primi 91 giorni di negoziazione del 2022, la peggior performance dal 1932 ad oggi.  Tuttavia, crediamo che questa performance negativa del mercato statunitense stia comunque suscitando l’interesse di molti investitori attratti per l’appunto da questi ribassi. Il volume di capitali investiti sull’S&P500 (inflow) sta aumentando, per un valore di 1,4 trilioni di dollari acquistati sugli ETF legati all’S&P500 con un prezzo medio di entrata relativamente all’indice pari al livello 4.163 nelle ultime 74 settimane. Mentre i disinvestimenti sono pari a 34 miliardi, un numero decisamente inferiore rispetto ai flussi di cassa in entrata.

 

Cirdan Capital ritiene che proprio la differenza tra gli investimenti (USD 1,4 trilioni) e i disinvestimenti (USD 34 miliardi) stia contribuendo a sostenere il prezzo dell’indice. Tuttavia, crediamo che l’S&P500 non sia ancora ‘capitolato’ e che ci sia la possibilità nel breve termine di un ulteriore sconto pari circa al 10% rispetto al prezzo medio di 4.163, quindi in area 3.800, determinato da un aumento di flussi di cassa in uscita. Tuttavia, sebbene nel breve periodo il peso degli outflows potrebbe determinare questo ulteriore ribasso, in area 3.800 dovrebbe riprendere forza la propensione all’acquisto determinando un eventuale rialzo dell’indice, eventualità che rimane il nostro scenario di base per la fine dell’anno, assestandosi a quota 4.300/4.500.