Auto e inquinamento: Parlamento Ue aumenta limiti di emissione

4 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Via libera del Parlamento UE all’aggiornamento dei limiti delle emissioni per le vetture, bocciando così una risoluzione della Commissione ambiente che raccomandava di porre un veto alle nuove procedure per il test sulle emissioni inquinanti delle auto in seguito allo scandalo dieselgate.

Così a settembre del 2017 arriveranno nuovi test su strada per misurare l’inquinamento atmosferico in condizioni reali e al tempo stesso verranno introdotte nuove soglie molto meno severe per i diesel Euro 6. Nei dettagli entro settembre 2017, i produttori di auto per i nuovi prototipi diesel potranno superare del 110% il tetto degli 80 milligrammi di NOx, limite che poi dal primo settembre 2019 varrà per tutti i modelli di auto. Invece, entro il primo gennaio 2020 il tetto di sforamento scenderà a massimo il 50 per cento per i nuovi prototipi e dal giorno di Capodanno del 2021 per tutti i nuovi modelli.

“L’Europarlamento consente un aumento, seppur temporaneo, dei limiti di emissione giustificandolo con la necessità di considerare i dubbi tecnici relativi all’uso dei nuovi dispositivi portatili di misurazione delle emissioni’.

Così alcuni esponenti del Pd, i senatori Vaccari e Tomaselli, ma sono sul piede di guerra anche i Verdi che tramite Angelo Bonelli affermano:

“Oggi il Parlamento europeo ha approvato una vera e propria sanatoria nei confronti del dieselgate facendo un grosso favore alla Merkel: invece di punire gli imbrogli delle case automobilistiche e di intensificare i controlli per smascherare eventuali frodi si è scelto, senza tenere in alcuna considerazione gli allarmi sull’inquinamento lanciati dall’Agenzia europea per l’ambiente, di alzare i limiti per il Nox di oltre il 100%. La stragrande maggioranza dei parlamentari, compresi quelli italiani si è inchinata alle lobby dell’auto calpestando il diritto alla salute e l’ambiente e ignoranti gli allarmi drammatici diffusi dall’Agenzia europea per l’ambiente quella di oggi è una bruttissima pagina per le istituzioni europee”.