Nestlè, hedge fund Third Point investe 3,5 miliardi e chiede innovazioni

26 Giugno 2017, di Livia Liberatore

Ha mirato la più grande compagnia europea, nella più grande scommessa della sua carriera ventennale di investitore attivista. L’hedge fund Third Point, che fa capo allo statunitense Daniel Loeb ha acquistato circa l’1,25% di Nestlè, con un investimento di 3,5 miliardi di dollari. Lo scrive il Wall Street Journal nell’edizione online. A Zurigo le azioni di Nestlè sono salite del 4%.

In una lettera, Loeb ha incoraggiato l’azienda ad adottare nuove strategie per rinnovare il core business e per la cessione di asset non core, in particolare del 23% detenuto in L’Oreal. Fra le proposte, ha suggerito anche di adottare un obiettivo formale di redditività. “E’ raro trovare un business di qualità come Nestlè con tante strade per il miglioramento”, ha scritto Third Point.

Loeb, meglio conosciuto per le sue campagne negli Stati Uniti e in Giappone, aggiunge così una posizione importante in Europa. Loeb ha investito in Unicredit Spa, citando come base della decisione un miglioramento delle prospettive economiche e la diminuzione dei rischi politici nella regione, e nella tedesca EON SE.

L’investimento di Third Point concentra l’attenzione anche sull’amministratore delegato di Nestlè Mark Schneider, dopo che dal 2016 la crescita delle vendite è scesa al ritmo più lento da almeno un decennio e il prezzo delle azioni negli ultimi anni è rimasto indietro rispetto ad altri giganti del consumo. “La decisione di Third Point può essere vista come ostile a Nestlè”, ha commentato Jean-Philippe Bertschy, analista di Bank Vontobel AG, “ma potrebbe essere anche un grande alleato e acceleratore di Schneider nel suo piano strategico”. Schneider ha iniziato a spostare la produzione verso alimenti sani da quando è arrivato alla guida di Nestlè il 1 gennaio 2017.

Per Loeb Nestlè è il maggiore investimento dalla fondazione di Third Point nel 1995 e la più grande compagnia mai mirata per migliorare i rendimenti degli azionisti. La mossa di Loeb spinge tutto il settore alimentare sul mercato azionario: l’indice Stoxx600 sale dell’1,75%.