Nessuno vuole l’euro. Cosa fare per difendersi dalle correzioni

25 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Ed eccoci qua a commentare un’altra giornata che ha visto l’euro come protagonista, in negativo, dei mercati.

La moneta unica ha infatti fatto retromarcia andando ad annullare tutti i guadagni fatti segnare sul finire di settimana, e sembra destinato a non vedere la luce ancora per un po’ di tempo.

C’era però da aspettarsi una reazione del genere in quanto, la sua debolezza intrinseca è qualcosa che non si può mettere in discussione ora come ora, ma soprattutto poiché, quando il mercato pensa che siano intervenute le Banche Centrali, solitamente le va a sfidare per verificare la credibilità loro e dei loro interventi.

Ed è proprio quello che sta succedendo e che ci fa venire voglia di comprare dollari ad ogni rialzo dell’EurUsd.

Anche le borse ieri hanno chiuso in negativo (a parte l’Europa un po’ mix)ribadendo la situazione di assoluta incertezza che si sta vivendo in tutto il mondo e sembra veramente difficile andare a fare previsioni che superino la giornata come orizzonte temporale.

Direte voi, facile così… ma chi ci legge da tempo sa che non abbiamo assolutamente timore di sbilanciarci quando le idee ci sono.

Il problema è che, in una situazione del genere, occorre pesare con ancora più attenzione eventuali view e consigli in funzione della propensione al rischio di ciascun investitore.

Per chi vuole provare ad entrare in posizione per catturare eventuali trend di medio periodo (come quello che secondo noi può intensificarsi sull’eurodollaro) è importante utilizzare delle leve ragionate che permettano di sopportare eventuali correzioni, anche violente (ed il termine non è usato a sproposito), e che lascino spazio ad appesantimenti della posizione nel momento in cui il movimento dovesse farsi più marcato e dunque più certo (non ci stancheremo mai di ripetere che per questa tipologia di trader, è meglio rinunciare a qualche pip sul prezzo medio di carico della posizione globale presa a mercato, per avere una maggior certezza dal punto di vista probabilistico di aver azzeccato il lato del mercato).

Per gli scalper più agguerriti o per chi fa trading intraday (o con orizzonti temporali comunque di breve periodo – definito in questo caso come da 1 a 3 giorni), va bene anche utilizzare leve più consistenti, ma con gli stop loss sempre in macchina per evitare bagni di sangue (tenete presente che, nella malaugurata ipotesi di dover sopportare un movimento contrario di mercato senza gli stop loss a protezione delle posizioni, Forex Capital Markets ha sviluppato un sistema di controllo e di gestione del rischio in grado di salvaguardare parte dei margini dei clienti).

L’idea di fondo, giusto per non aver scritto un pezzo “sanza ‘nfamia e senza lodo” è comunque quella che ribadiamo da giorni. Euro giù.

Non ha retto alla fine, ieri in mattinata, il livello di supporto dinamico, osservato sul cambio eurodollaro, prossimo a 1.2480. Questo ha dato il via ad una discesa di circa 200 punti con il raggiungimento del penultimo livello chiave di supporto, prima di una nuova ripresa ribassista alla ricerca di minimi via via più lontani.

Parliamo di 1.23 figura, alla prova anche in questo momento, oltre il quale ovviamente poi tutti avranno occhi solamente per il minimo visto settimana scorsa a 1.2145.

Se chiediamo un aiuto per comprendere la natura della nuova discesa dell’euro, nuovamente indirizzata al raggiungimento del minimo, il puntuale Fibonacci, suggerisce che il ritorno al punto di partenza di questo storno, iniziato mercoledì, sia solamente questione di ore.

Anche il cambio UsdJpy ha tradito le attese, non riuscendo ad oltrepassare stabilmente il livello di resistenza a 90.50. Un grafico orario chiarisce come questo possa essere ancora considerato come livello chiave di resistenza ed aiuta a trovare il punto di arrivo di questo movimento ribassista, iniziato ieri in serata: pensiamo al doppio minimo di 89 figura.

Passiamo al cambio EurJpy, segnalando la vicinanza del precedente minimo a 109.50 e la possibilità di tentare una tenuta sulla scia di una figura di “doppio minimo”, che si trova su livelli di prezzi non più battuti dal lontano 2001.

Una correzione del tutto simile a quella sull’euro è osservabile anche sul cable.

In questo caso il livello a cui abbiamo guardato con curiosità è stato 1.45 figura, da alcuni giorni in grado di contenere gli spunti rialzisti dei prezzi. A questo punto possiamo ipotizzare che i prezzi si avvicineranno all’altro livello importante, il triplo minimo in area 1.4240 (minimo degli ultimi 14 mesi).

La rincorsa del UsdChf, rotta la resistenza di 1.1580, sembra puntare diritta al massimo di 1.1740. Molto più complesso individuare un livello di supporto nel breve.

Il consiglio è di prestare attenzione al precedente massimo rotto ieri, 1.1580 appunto, a 1.1450 ed al più importante, su grafico giornaliero, 1.1240, livello confermato inoltre dal transito della media mobile esponenziale a 100 periodi.

L’eurofranco segue le sorti dell’euro, nella buona e nella cattiva sorte, lasciando sul terreno una figura al giorno. È stato oltrepassato il livello di supporto di 1.43 e a livello teorico crediamo che i prezzi si riavvicineranno presto a quel 1.40 che tanto ha dato da pensare i giorni di settimana scorsa.

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