Negozi: a un mese dalla riapertura fatturati dimezzati

18 Giugno 2020, di Mariangela Tessa

Fatturati dimezzati, posti di lavoro persi, cassa integrazione che resta un miraggio per molti. È un quadro a tinte fosche quello dipinto dai pubblici esercizi a un mese circa dalla riapertura delle attività. È quanto evidenzia la nuova indagine condotta dal Centro Studi di Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, che continua a monitorare la situazione del comparto tra i più colpiti dalla crisi economica,

Se le condizioni sono critiche per gli imprenditori non va meglio per i loro dipendenti. Infatti, 2 aziende su 3 hanno dovuto ridurre il personale e circa il 40% di queste dichiara che non tutti i dipendenti in cassa integrazione hanno ricevuto il sussidio. Persistono, dunque, le difficoltà.

In queste prime quattro settimane, nonostante la maggioranza dichiari ancora una situazione fortemente difficile, aumenta di circa 5 punti la percentuale di chi da una valutazione positiva sull’andamento della fase 2, attestandosi al 22,2%.

Lieve crescita anche tra chi si dichiara soddisfatto di aver riaperto: il 51,5% degli imprenditori a fronte del 46,1% della terza settimana.

Resta invece immutata la percentuale di chi ritiene che non riuscirà a tornare ai livelli di attività precedenti al lockdown (66,4%). Come detto, Il calo medio del fatturato registrato in questo periodo è stato di circa il 50%, con una leggera differenza tra bar e ristoranti, a vantaggio dei primi. Nel dettaglio, i ristoranti registrano un calo del 51,2%, mentre i bar si fermano al 46,8%.

A testimonianza delle grandissime difficoltà in cui si trovano le imprese i numeri relativi all’impiego del personale: solo una su tre ha mantenuto lo stesso numero dei dipendenti impiegato nel periodo pre-Covid.

“Ancora una volta ci troviamo a dover commentare i numeri di un settore in dissesto. – dichiara Aldo Cursano, Vicepresidente Vicario di Fipe – Preoccupa il pessimismo degli imprenditori sulla capacità di resilienza delle aziende perché il rischio è che si entri in una pericolosa spirale che alimenta sfiducia. Occorre fare presto a rilanciare il turismo internazionale perché è certo che nei prossimi mesi avremo più di un problema sul versante della domanda interna. Insieme a questo continua la nostra azione per ottenere misure di sostegno da parte delle Istituzioni senza le quali sono a rischio aziende e posti di lavoro”.