Negli Usa crescita moderata. L’anello debole e’ il mercato del lavoro

7 Giugno 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro ieri si è assistito ad un rialzo dei listini azionari e ad un calo degli spread con quello spagnolo sceso sotto i 500 pb.

La riunione della Bce si è conclusa con un nulla di fatto sui tassi, mentre sulle manovre non convenzionali è stato deciso il mantenimento della piena allocazione delle richieste almeno fino al 15 gennaio 2013.

L’Istituto ha comunicato le nuove operazioni a tre mesi che si terranno il 25 luglio, il 29 agosto, 26 settembre, 31 ottobre, 28 novembre e 19 dicembre, con piena allocazione e tasso fisso pari alla media del tasso di riferimento di periodo.

La decisione sui tassi è stata presa per consenso,dal momento che alcuni membri, non molti, hanno votato a favore di un taglio. Sulle future decisioni Draghi ha affermato che l’istituto “rimane pronto ad agire” e monitorerà attentamente i prossimi dati consuntivi del secondo trimestre oltre agli indicatori anticipatori.

Le parole di Draghi hanno lasciato intendere la volontà da parte dell’istituto di procedere ad un taglio del tasso di riferimento in caso di peggioramento dei dati macro.

L’istituto ha rilasciato le nuove stime su pil ed inflazione che vedono un pil invariato al -0,1% nel 2012 ed all’1% dal 1,1% nel 2013. Invariate invece le stime su inflazione nel 2012 e 2013 al 2,4% e 2,6% rispettivamente.

Su possibili nuove operazioni di rifinanziamento a lungo termine ha dichiarato che l’effetto della seconda operazione a tre anni non è ancora finito. Draghi ha nuovamente dichiarato che non spetta alla Bce risolvere i problemi dell’area Euro, ma i governi devono fare la loro parte.

Sulla possibilità per l’Esm di rifinanziare direttamente le banche ha dichiarato che l’attuale trattato non lo consente e che per fare questo bisognerà apportare delle modifiche.

Alla luce delle dichiarazioni di Draghi confermiamo il nostro scenario centrale di un taglio del tasso di riferimento nel terzo trimestre. Stando alle parole di Draghi, dati consuntivi del secondo trimestre negativi potrebbero portare il taglio già nella prossima riunione di luglio.

Nel frattempo, sul fronte Spagna, El Paìs ed altre fonti di stampa riportano il possibile superamento degli ostacoli per un accesso diretto delle banche spagnole al meccanismo Ems, mediante la possibilità che i fondi siano indirizzati al fondo pubblico di salvataggio bancario spagnolo Frob. El Paìs ipotizza che l’ammontare dei fondi necessari sarebbe nell’ordine di 50/60 Mld€. Rajoy è stato invitato a partecipare al summit del 18-19 giugno.

Intanto continuano i contatti tra Obama, Merkel-Monti. Il presidente Usa nella serata di ieri ha infatti telefonato separatamente ai due leader. In un’intervista ad una televisione pubblica, la cancelliera Merkel ha raffreddato le aspettative che il consiglio Ue di fine mese possa portare ad un piano definitivo sull’integrazione europea, aggiungendo che però potrebbe essere stilata una agenda con i vari passi da compiere.

Oggi sono molto attese le aste spagnole sul medio lungo termine fino a 2 Mld€.

Negli Usa l’indice S&P500 ritorna sopra quota 1300, sull’attesa di manovre congiunte per stimolare la crescita su base globale e contenere la crisi in area euro.

Il Beige Book della Fed ha delineato uno scenario di crescita moderata in cui l’anello debole rimane soprattutto il mercato del lavoro.

La possibilità di un terzo piano Fed sono nel frattempo aumentate dopo i discorsi di tre membri Fed votanti.

Lockhart ha dichiarato che un’opzione possibile sarebbe l’estensione dell’Operation Twist (ossia l’aumento di duration del portafoglio Fed).

Williams a sua volta ha aggiunto che la Fed deve essere pronta a fare di più se necessario.

Toni infine più forti da Yellen, vicepresidente Fed: “rimane la possibilità per ulteriori manovre di stimolo per assicurarsi contro rischi al ribasso”. La Yellen ha precisato che le ulteriori manovre potrebbero fare riferimento ad acquisti di asset o rinnovo dell’Operation Twist.

Oggi è atteso l’importante discorso di Bernanke che potrebbe riprendere il contenuto già espresso dalla Yellen.

Sempre sul fronte Fed, oggi è attesa la pubblicazione delle nuove regole sui requisiti di capitale.

Valute: seconda giornata di apprezzamento dell’euro vs dollaro. In una giornata in cui non tutti gli operatori si aspettavano un nulla di fatto sul fronte tassi di interesse da parte della Bce, il cross si è mosso al ribasso durante la conferenza stampa, testando 1,245. Successivamente, con l’ottima apertura di Wall Street, l’euro si è portato da 1,245 a quasi 1,26 fermandosi a 1,2586. Resistenza a 1,26 e supporto a 1,25.

Il rialzo delle borse mondiali ha favorito il deprezzamento dello yen vs euro e dollaro. Verso euro il cross oggi trova la resistenza presso 100,30, mentre vs dollaro le resistenze si collocano a 79,50 e 80.

Materie Prime: rimbalzo delle materie prime su attese di nuovi stimoli da parte delle banche centrali. Il Brent (+1,8%) torna sopra soglia 100$/barile. L’oro (+1,1%) si conferma al di sopra dei 1600$/oncia. In positivo anche la maggior parte dei metalli industriali e degli agricoli.

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