NATALE
IN CASA ITALIA

20 Dicembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Si avvicina Natale. Berlusconi ha imposto il voto di fiducia al Senato per far approvare la sua Finanziaria e farà altrettanto alla Camera nei prossimi giorni. Il Parlamento, però, ha salvato Previti dalla galera e anche il condannato Dell’Utri ha chiesto un identico favore al Premier. Intanto nella vita reale del Paese accadono alcuni fatti. Eccoli.

1) Il presidente della Confindustria, Luca di Montezemolo, dice che la situazione economica non è mai stata così grave dal dopoguerra. Un deputato di Forza Italia gli risponde che è arrabbiato perché non lo hanno nemmeno invitato al vertice Fiat-General Motors. E il collega Perini che guida gli industriali milanesi rimbrotta il suo presidente: «Non si parla così altrimenti chiudiamo le aziende».

2) La famiglia Lucchini sta per vendere la sua azienda siderurgica ai russi della Severstal, amici di Putin. Luigi Lucchini, già re del tondino, ex presidente della Confindustria, ex presidente della Montedison, azionista del Corriere della Sera e di Mediobanca non ce la fa più. Oberato dai debiti, per anni ha detto di essere contrario alla quotazione in Borsa delle aziende famigliari. Invece di assumere bravi manager ha sempre fatto tutto in famiglia: affidava l’azienda al figlio, alla nuora, ai parenti e agli amici. E poi, per sfidare i sindacati, diceva che lui «Investiva in scioperi». I cavalli dei cosacchi, non dei soviet ma di Putin, entreranno a Brescia. Questa è davvero roba forte.

3) La Barilla, simbolo del successo della food valley italiana nel mondo, decide di chiudere tre impianti al Sud, buttando fuori i lavoratori. Il sindacato chiede una trattativa per discutere la ristrutturazione. L’azienda dice no. Ma Guido Barilla, il progressista, è andato in piazza a Parma il 30 novembre per vedere lo sciopero generale. «Voglio capire» disse. Avrà capito?

4) Le Acciaierie di Terni perderanno il reparto magnetico. La ThyssenKrupp, proprietaria dell’azienda, aveva firmato nei mesi scorsi un accordo col governo per mantenere aperto il settore, garantendo produzioni e occupazione. Adesso, anche se ha ottenuto ricchi benefici da parte delle istituzioni italiane, ci ha ripensato e ha deciso di trasferire il reparto altrove. C’è qualcuno in grado di fare rispettare gli accordi ai tedeschi?

5) Un Tribunale ha decretato il fallimento di Finmatica, famosa azienda di software. Il suo fondatore Pierluigi Crudele, il “Bill Gates di Salerno”, non è riuscito a salvare la sua creatura che mantiene il record del maggior rialzo (il 700%!) nel primo giorno di quotazione in Borsa. Anche le banche si sono allontanate. C’è un’inchiesta della magistratura.

6) La Fiat, che una volta rappresentava il 5% del Pil nazionale, chiude un anno molto difficile. Dal 20 dicembre tutti in cassa integrazione i dipendenti dell’auto. E altre settimane di stop forzato sono state anticipate per gennaio e febbraio. La «mediazione» per sciogliere pacificamente l’accordo con General Motors assomiglia in realtà a una guerra. E si è aperto anche un fronte francese con il colosso dell’energia Edf per il controllo della Edison. I sindacati chiedono un intervento del governo, almeno per capire dove va uno dei maggiori gruppi industriali del Paese. Il governo se ne frega.

7) Sindacati e Confindustria chiedono maggiori risorse per la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione dei prodotti, delle imprese. Tutti d’accordo: grandi convegni e ottimi dibattiti. E poi che cosa succede? Tronchetti Provera fa il giochino e mette assieme Telecom e Tim, un’operazione puramente finanziaria per salvarsi il posto. Intanto alla Bnl i «nuovi» della Confindustria come Diego Della Valle, da una parte, e Caltagirone con i palazzinari della seconda Repubblica dall’altra, si danno battaglia a suon di miliardi. Anche la Bnl ha i suoi debitori di riferimento.

Buon Natale.

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