NASDAQ: SPAZZATI VIA I GUADAGNI DI SEI ANNI

16 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

Le perdite degli ultimi quattro trimestri fiscali hanno cancellato, secondo dati della societa’ di ricerca Multex.com analizzati dal Wall Street Journal, cinque anni di profitti per le societa’ del Nasdaq Stock Market.

A livello di utili e’ come se il boom dei titoli high-tech non fosse mai avvenuto.

Il Wall Strret Journal ha infatti analizzato circa 4.200 societa’ quotate al Nasdaq e rivela che negli ultimi quattro trimestri fiscali queste hanno registrato perdite per $148,3 miliardi – in larga parte attribuibili a spese di ristrutturazione e alle scorte non utilizzate – contro i $145,3 miliardi di utili accumulati dalle stesse societa’ dal settembre 1995.

“Queste perdite sollevano la questione se il Nasdaq sia sopravvalutato”, ha commentato Ed Yardeni, capo della strategia d’investimento di Deutsche Banc Alex Brown. Queste societa’ non daranno i risultati degli anni 90, perche’ una gran parte di quelli non erano sostenibili”.

Poiche’ le societa’ del Nasdaq sono ora generalmente in rosso, e’ la prima volta che non si puo’ valutare il valore del mercato utilizzando il rapporto prezzi/utili, ed e’ pertanto impossibile determinare se il Nasdaq sia conveniente o costoso in termini storici.

Secondo Satya Pradhuman di Merrill Lynch le cattive performance indicano che gli investitori erano piu’ interessati al fatturato che agli utili e molte delle societa’ immatricolate negli utlimi anni non erano pronte al mercato.

I dati mostrano infatti che le societa’ high-tech i cui prodotti avrebbero dovuto aiutare la produttivita’ sono state quelle piu’ colpite dal rallentamento economico.

Alcune delle societa’ del Nasdaq hanno pero’ riportato sostanziali guadagni nel periodo considerato: Intel (INTC – Nasdaq) ha avuto utili di $37,6 miliardi dal settembre 1995, Microsoft (MSFT – Nasdaq) $34,6 miliardi e complessivamente le 20 societa’ che hanno guadgnato di piu’ hanno accumulato utili di $153,3 miliardi contro le perdite di $140,9 miliardi per le 20 meno profittevoli.

Poiche’ le perdite includono i costi di acquisizione e altri elementi che gli analisti considerano puramente contabili, alcuni economisti, tra cui Bill Dudley di Goldman Sachs, ritengono che questi dati esagerino la situazione.

Rimuovendo le perdite eccezionali, le perdite degli ultimi quattro trimestri fiscali scendono cosi’ a $6,5 miliardi.

Robert Barbera, capo economista di Hoening & Co, mette pero’ in guardia gli investitori dall’ignorare le perdite eccezionali. Durante periodi positivi, e’ infatti comune mettere in bilancio ampi guadagni derivanti dall’investimento in altre societa’.
“Se si escludono le perdite straordinarie, allora si devono anche escludere i guadagni straordinari”, ha concluso l’economista.