Nasdaq: e’ giallo

28 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Alle 10:11 ora locale, la societa’ di borsa Nasdaq OMX (NDAQ) ha comunicato di avere intrapreso indagini per capire l’origine di problemi tecnici sul Global Index Data Service che hanno impedito la visualizzazione dell’andamento del Nasdaq 100 e del Nasdaq Composite per circa un’ora (fino alle 10:30 circa). L’andamento delle societa’ quotate su tali indici non ne e’ stato intaccato.

La memoria degli operatori e’ subito corsa al Flash Crash del 6 maggio scorso ma sono gli stessi trader a dire che non si tratta di questa eventualita’.

“Sembra sia un problema di comunicazione dei dati. Cio’ rende le persone esitanti nel prendere decisioni. Molti trader si basano sull’andamento dell’indice tecnologico per le proprie mosse di trading. E’ come se qualcuno avesse improvvisamente spento la luce”, ha detto a Reuters Kevin Kruszenski, a capo della societa’ di trading KeyBanc Capital Markets.

Circola voce nelle sale operative che una qualche responsabilita’ potrebbe essere legata all’andamento del titolo Apple, che pesa per il 20% sull’indice tecnologico. Esagerato parlare di sell-off, ma il grafico e’ comunque emblematico. Sui blog finanziari Usa qualcuno ironizza prendendo spunto dalle proteste in atto nei paesi arabi, dove le connessioni Internet sono state sospese (Egitto e Siria): senza il Web iPod, iPad e iPhone non hanno piu’ ragione di esistere.

La situazione resta per il momento misteriosa. “E’ chiaro che tutto cio’ non aiuta a migliorare la fiducia degli investitori”, ha dichiarato a Fox Business Michael James, direttore generale della societa’ di trading Wedbush Securities.

“E’ solo un po’ frustrante non potere monitorare i monitor”, ha aggiunto a Dow Jones Newswire Mark Turner, a capo delle vendite del trading di Instinet. La situazione non ha pero’ condizionato gli algoritmi della societa’ e la loro attivita’, ha aggiunto.

Il Nasdaq OMX e’ il secondo maggiore operatore di borsa dopo NYSE Euronext (NYX). Il Nasdaq Composite e’ formato da oltre 3.000 societa’ incluse Google (GOOG), Oracle (ORCL) e News Corp (NWSA).