NASDAQ,
ECCO COME
RIPARTIRA’

18 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Sono in molti ad essere convinti che, proprio come nel 2003, una nuova duratura fase di rialzo debba passare innanzitutto per la ripresa del Nasdaq. La ragione è semplice: lo S&P500 ben rappresenta l’ “azienda America”, quindi la valutazione che i mercati fanno dell’industria Usa nel suo complesso, mentre l’indice Nasdaq è maggiormente rappresentativo di una sola porzione, quella tecnologica, della macchina produttiva americana.

Ma il settore della tecnologia è quello dove i margini sono più elevati in fasi di aumento del PIL, quello sul quale il mercato azionario scommette maggiormente se è convinto che all’orizzonte vi sia ancora una fase di espansione economica e di crescita degli utili.

Ebbene, se nel corso dei primi 7 mesi circa del 2004 l’indice S&P500 aveva quasi costantemente sovraperformato il Nasdaq (la situazione è evidente facendo riferimento ad un grafico di forza relativa che metta in rapporto l’indice S&P con il tecnologico), a partire da metà agosto la tendenza sembra essere cambiata. Per il momento sul grafico di forza relativa Nasdaq/S&P 500 la fase rialzista favorevole ad una ripresa di forza dell’indice Nasdaq, condizione per una ripartenza generalizzata dei listini, non ha ancora superato resistenze di rilievo, ma si è molto avvicinata alla trend line che scende proprio dai massimi di inizio 2004.

E’ molto probabile che se l’indice tecnologico americano si lasciasse alla spalle area 1980/2000, ormai prossima dopo il rialzo di inizio mese, resistenza ricavata dalla trend line discendente dal top di gennaio, anche sul grafico di forza relativa si registrerebbe la rottura di resistenze critiche, anticipando l’avvio di quella fase duratura di sovraperformance rispetto al listino più tradizionale che molti invocano a gran voce.

Le condizioni per una rottura dei 2000 punti da parte del Nasdaq potrebbero esserci: l’indicatore costruito mettendo il rapporto il numero di titoli capaci di registrare nuovi massimi nell’ultimo anno con il totale del numero di titoli che hanno fatto registrare nuovi massimi o nuovi minimi annuali, espresso in percentuale, si è portato, anche se non ancora stabilmente, al di sopra dei 60/70 punti, e sembra destinato a crescere ancora.

Tale condizione, cioè che all’interno dell’indice il numero di titoli che riesce a migliorare i propri massimi sia superiore, ed in aumento, rispetto al numero di titoli che registra nuovi minimi annuali, è una premessa intuitiva per una evoluzione positiva del mercato. Ebbene, tale condizione inizia ad essere rispettata, così come quella, meno immediata ma altrettanto storicamente provata, che il valore del rapporto deve mantenersi oltre una soglia critica (60/70% almeno) perché l’indice possa prodursi in un trend rialzista duraturo.

Ovviamente saranno necessarie conferme con il permanere di questo valore al di sopra della soglia critica dei 60/70 punti, ma l’impressione è che le condizioni per tentare un bel rialzo i principali indici Usa le stiano rispettando. Se così fosse, anche per il nostro mercato, dove l’indice Mibtel già nella prima ottava del mese aveva fatto registrare nuovi massimi annuali, verrebbe confermato uno scenario tutto positivo, con la prospettiva di vedere crescere le quotazioni di un ulteriore 10% circa prima di arrivare su resistenze potenzialmente pericolose.

Attenzione tuttavia a non tradurre troppo presto queste ipotesi di ripresa generalizzata dei listini in operatività, poichè i mercati Usa si stanno ancora preparando per il decollo, e come tutti sanno è proprio questa la fase più delicata di ogni volo.

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