Napolitano vede Grillo. Un incontro inutile. Anzi, dannoso

3 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, “è disponibile” a ricevere Beppe Grillo venerdì alle 11″. Lo si apprende da un comunicato della Presidenza della Repubblica che rende nota la lettera con cui il Segretario Generale, Donato Marra, per conto dello stesso Capo dello Stato, ha dato riscontro alla richiesta di udienza formulata a nome del leader del Movimento 5 Stelle.

La reazione alla notizia e’ a dir poco negativa. Se il fondatore del Movimento 5 Stelle pensa di fare opposizione – il ruolo a cui dovrebbe dedicarsi – andando al Quirinale per un meeting con il Capo dello Stato, rischia di continuare a perdere buona parte dei milioni di voti che ha ricevuto alle ultime elezioni.

Grillo non ha capito che il suo ruolo di portavoce del M5S e’ finito; che i 108 eletti in Parlamento sono percepiti dalla maggioranza degli italiani come totalmente incapaci di esercitare una qualsiasi funzione di opposizione al brutto governo di regime targato Pd-PdL. Non si capisce poi a che titolo vada al Quirinale un privato cittadino come Grillo senza cariche pubbliche o istituzionali. Il tutto puzza di farsa, avanspettacolo, fumo negli occhi ad uso e consumo dei gonzi. Mentre l’Italia affonda.

Dall’incontro tra Grillo e Napolitano, stando ai fermenti della base, non verra’ fuori nulla di buono. Lo dicono elettori e simpatizzanti sul web. Il meeting al Quirinale somiglia alla solita occasione mediatica, da photo-op – per dirla all’americana – dalla quale il paese non trarra’ alcun giovamento, la crisi economica non fara’ passi avanti (in direzione di una qualche risoluzione), mentre l’ego del fondatore del M5S e del suo “guru dietro le quinte” Casaleggio, continuera’ ad essere ben solleticato, ma a vuoto e sempre piu’ inutilmente.

“Gentile dottore – si legge nel testo – in relazione alla richiesta da lei formulata ieri a nome del leader del Movimento 5 Stelle di un incontro ‘privato’ con il Presidente della Repubblica, devo precisarle che tale incontro non potrà caratterizzarsi come tale, come avviene in tutti i casi in cui il Capo dello Stato incontra delegazioni di forze politiche rappresentate in Parlamento”.

“Tanto premesso – prosegue – ho il piacere di comunicarle che il Presidente della Repubblica è disponibile ad effettuare tale udienza nella giornata di venerdì prossimo, alle ore 11. A tale udienza – precisa il Colle – potranno partecipare, insieme al leader del Movimento Beppe Grillo e ai Presidenti dei gruppi parlamentari, come da vostra richiesta e come già avvenuto del resto in recenti occasioni, anche altre personalità purché – si precisa – ne siano chiariti i titoli e le funzioni nell’ambito del Movimento”.

Da notare che in ambiente M5S e’ stato oggi emesso un comunicato, riguardante il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sulla questione – abbastanza scandalosa – degli F35. Il comunicato è stato diramato dal Vice Presidente della Camera, Luigi di Maio, in forza al M5S. Nonostante la forma parlamentare corretta, la sostanza è pesante anche perché ne’ la Presidente della Camera (Boldrini) e neppure gli altri membri dell’ufficio di Presidenza, tutti della maggioranza governativa, si sono azzardati a sconfessare Napolitano, il quale con un’interferenza senza precedenti ha voluto ribadire che sugli aerei F35 non si discute, punto e basta: il Parlamento non ha alcuna voce in capitolo, secondo il Capo dello Stato. Che Camera e Senato tacciano.

La cosa avrebbe fatto poco rumore se, proprio la maggioranza non avesse impegnato il governo, presieduto da Enrico Letta, in materia. A voler anticipare i commenti della Roma politica che guarda con cinismo a questi eventi, si può parlare apertamente di “prove tecniche di Presidenzialismo”.

“Il Vice Presidente della Camera, Luigi di Maio – si legge nel comunicato del M5S – esprime forte preoccupazione per l’atteggiamento assunto dal consiglio Supremo di difesa che oggi si è riunito al Quirinale. A quanto si apprende, il Parlamento non avrebbe un diritto di veto su decisioni operative in materia di difesa.

Il Parlamento può porre veti, è quanto sostiene il Vicepresidente della Camera. Se la Presidenza della Camera il 26 giugno ha dichiarato ammissibile la mozione della maggioranza, è evidente che questa conteneva impegni del tutto legittimi. Infatti, relativamente al programma F35 la Camera ha impegnato il governo” a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito ai sensi dell’art. 4 della Legge 31 dicembre 2012, n.244″.

Di fatto Napolitano con i passi di oggi ha strapazzato per bene la Costituzione, a suo personale uso e consumo. Primo, ricevendo un privato cittadino e blogger al Quirinale, senza che ne abbia alcun titolo. Secondo, perché il disegno del Presidente della Repubblica é – a ben vedere – piuttosto chiaro: con l’ex capo della polizia ed ex sottosegretario ai servizi segreti, Gianni De Gennaro, prossimo presidente di Finmeccanica a proteggere l’industria bellica e il governo (con la scusa che bisogna preparare il modello di difesa europeo – che la Francia non vuole – ) Napolitano blinda tutte le politiche sulla Difesa, congelando il dibattito, con un disprezzo del parlamento che nemmeno sotto il Fascismo era arrivato a tali livelli. Ma oggi Napolitano non si aspettava sugli F35 una reazione così forte, quale si e’ verificata.

Il capo dello Stato 88enne eletto due volte (per disperazione da parte della piu’ brutta e scoraggiante maggioranza della storia della Repubblica Italiana) stavolta ha veramente esagerato. La verita’ e’ che non c’e’ limite all’arroganza dei poteri forti.