Napolitano ha sciolto le Camere. Elezioni il 24 e 25 febbraio

22 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo aver sentito i presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell’articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Lo ha comunicato il Segretario Generale del Quirinale Donato Marra, prima delle dichiarazioni alla stampa del Capo dello Stato.

Giorgio Napolitano ha firmato il decreto di convocazione dei comizi elettorali: si votera’ il 24 e 25 febbraio per l’elezione di Camera e Senato. La prima riunione delle nuove Camere e’ fissata per il 15 marzo. Il Capo dello Stato ha ricevuto alle 18 al Quirinale il presidente del Consiglio Mario Monti, accompagnato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricala’.

“Non esisteva alcuno spazio per sviluppi in sede parlamentare” della legislatura, dopo l’annuncio di dimissioni irrevocabili di Monti “il percorso è stato ben presto rigidamente prefissato e non ho avuto ombra da chiarire”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. (TmNews)

“Siamo arrivati all’epilogo di questa legislatura, un po’ prima della scadenza naturale, il che può sollevare delle considerazioni che io ho già svolto nel discorso dalle alte cariche e che mi guardo bene dal ripetere”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo aver firmato il decreto di scioglimento delle Camere. “Ho letto su qualche giornale – ha aggiunto – di un mio messaggio al Paese, vorrei ricordare che c’è la prassi consolidata che il presidente della Repubblica il messaggio al Paese lo svolga a reti televisive unificate la sera del 31 dicembre. Un messaggio di auguri che però sarà anche di riflessione sui quello che è accaduto e quello che attende il Paese”. (TmNews)

Ha salutato tutti, convinto di aver fatto il suo dovere fino in fondo e di aver tentato tutto il possibile per chiudere in maniera non traumatica la legislatura. Non si e’ sbilanciato volutamente sul futuro politico di Mario Monti. Durante le consultazioni con le forze politiche nella sala della Vetrata, Giorgio Napolitano ha ripercorso le tappe della crisi del governo tecnico che hanno portato alle dimissioni irrevocabili del premier. Quanto al futuro, Monti decidera’ in piena autonomia, sarebbe stato il ragionamento al Colle. (AdnKronos)

ROMA – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo aver sentito i Presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell’articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Ne dà notizia un comunicato del Quirinale.

”Ho firmato il decreto di scioglimento delle Camere, conclusione prevista e gia’ segnata dai fatti”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al termine delle consultazioni.

“Ho auspicato che la campagna elettorale sia condotta con il massimo della misura”. Ha affermato il capo dello Stato.

“Ho preso nota di quelle preoccupazioni e le trasmetterò al presidente del Consiglio”. Così Napolitano ha risposto ai giornalisti che gli facevano osservare come i rappresentanti del Pdl avessero mostrato una certa preoccupazione sulla possibilità che il premier Mario Monti, una volta disceso in campo, possa garantire la propria neutralità e l’essere super partes. Il capo dello Stato non ha aggiunto altro ed ha salutato i cronisti.

“Ho visto che qualche giornale parla di un mio messaggio al Paese, ma prassi consolidata è che Il Presidente un messaggio lo rivolga a reti unificate la sera del 31 dicembre”, svolgendo considerazioni “su quello che è accaduto e che attende il Paese”.

”Il percorso è stato vividamente prefissato e non ho avuto alcuna ombra da chiarire”, ha detto Napolitano.

“Non esisteva alcuno spazio per sviluppi in sede parlamentare” della crisi. Ha assicurato il presidente della Repubblica ricordando che rimaneva “solo il tempo minimo indispensabile per approvare la legge di stabilità”.

Mario Monti resti neutrale in questa campagna elettorale. E’ quanto ha chiesto il Pdl al capo dello Stato nel corso di consultazioni lampo avviate da Giorgio Napolitano dopo le dimissioni “irrevocabilì del presidente del Consiglio. “Abbiamo sottolineato al presidente come andando a elezioni con un governo non eletto ma tecnico” Mario Monti “dovrà tenere la sua collocazione fuori dalle parti” in questa campagna elettorale, ha detto il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, dopo le consultazioni con il capo dello Stato al Quirinale. Stessi concetti da Maurizio Gasparri che accompagnava Cicchitto. Da parte sua il Pd ha invece ringraziato sia Monti che Napolitano per il lavoro svolto in questi mesi chiedendo però che ora si apra “una fase nuova”, contrassegnata da “politiche progressiste”.

“Si è chiusa la fase del governo tecnico, si va alle elezioni e la sovranità torna al popolo. Noi siamo consapevoli che l’Italia merita ora un seconda fase”, fatta di “politiche progressiste e riformiste”, ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini aggiungendo che ora deve passare “un principio molto semplice: chi ha di più deve mettere di più; chi di meno deve mettere di meno”. Se Pierferdinando Casini, da Napoli ha assicurato che l’Udc “rispetterà le scelte del presidente del Consiglio qualunque esse siano”, il capogruppo dell’Udc alla Camera, Gian Luca Galletti, dopo il colloquio con Napolitano ha spiegato ai giornalisti che “per non vanificare gli sforzi degli italiani e le riforme fatte bisogna continuare con forza il lavoro fatto dal governo Monti”.. La Lega nord ha confermato la propria “soddisfazione” per le dimissioni di Mario Monti.

“Ora non resta che sciogliere le Camere, fissare la data delle elezioni e dare il via alla campagna elettorale: a noi il 24 febbraio va bene”, ha detto il capogruppo della Lega Nord al Senato, Federico Bricolo, dopo l’incontro con il presidente della Repubblica. “Vogliamo andare sul territorio a fare campagna elettorale – ha proseguito -, poi siano i cittadini a scegliere”. “Preferiremmo che Monti spiegasse in parlamento le ragioni delle sue dimissioni ma non ha inteso farlo”, ha invece detto il capogruppo dell’Idv al Senato, Felice Belisario insieme al suo collega alla Camera Antonio Borghesi. Perplessità sul ruolo di Monti sono state espresse anche da Popolo e Territorio con Silvano Moffa e Pasquale Viespoli. “Abbiamo chiesto che ci sia da parte del presidente del Consiglio un chiarimento che è dovuto agli italiani” perché se decidesse di scendere in campo si creerebbe “una situazione particolare”, ha spiegato il presidente del gruppo parlamentare di Popolo e Territorio alla Camera, Silvano Moffa al termine del colloquio con Napolitano al Quirinale. Moffa. Insieme a Viespoli ha spiegato che il suo gruppo “auspica che venga mantenuto quel ruolo di terzietà” che ha caratterizzato il governo tecnico anche “nella campagna elettorale”. Nel pomeriggio dovrebbero salire al Quirinale i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Gini e Renato Schifani. Quindi Napolitano firmerà il decreto di scioglimento delle Camere.

VAN ROMPUY, AGENDA MONTI UNICA STRADA – Herman Van Rompuy “non interferisce con la politica interna” e non commenta le dimissioni di Monti ma fonti vicine al presidente Ue ricordano che “ha già detto che il prossimo governo italiano non ha altra scelta che continuare le stesse politiche del governo Monti”. (ANSA)