Napolitano firma il decreto sulla manovra Salva Italia. «Evitata una catastrofe»

6 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

ROMA – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a quanto si apprende, ha emanato il decreto legge recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ ed il consolidamento dei conti pubblici approvato domenica dal Consiglio dei ministri presieduto da Mario Monti.

BLOCCATE 7 PENSIONI SU 10, RISPARMI 3,8 MLD – Il blocco dell’indicizzazione delle pensioni riguarda il 76,5% degli assegni e dara’ risparmi per 3,8 miliardi di euro nel 2012, al loro delle minori tasse che lo Stato non incassera’ per il mancato aumento degli assegni. E’ quanto si legge nella Relazione Tecnica al decreto che l’ANSA puo’ visionare.

2,7 MLD RISPARMI 2012, OLTRE 20 MLD DA 2018 – Dal pacchetto previdenza il Governo prevede di risparmiare 2,7 miliardi nel 2012, 5,968 miliardi nel 2013 e oltre 20 miliardi l’anno a regime dal 2018. E’ quanto si legge nella Relazione tecnica allegata alla manovra. La maggior parte dei risparmi a regime arriva dalla riforma del sistema pensionistico.
11 MLD TASSE CASA, 3,8 MLD SU PRIMA – La nuova imposta municipale dara’ 3,8 mld di gettito dalle prime case, ai quali si aggiungono 18 mld sugli altri immobili. Il totale e’ di 21,8 mld dai quali sottrarre 9,2 mld che gia’ arrivano dall’Ici a normativa vigente e 1,6 mld all’Irpef. Il maggior gettito e’ quindi di 11 mld. Lo calcola la Relazione Tecnica al decreto

2,1 MLD TASSA SCUDO FISCALE – La tassa straordinaria dell’1,5% sui capitali scudati portera’ in cassa 2.190 milioni: 1.095 nel 2012 e 1.095 nel 2013. E’ quanto si legge nella Relazione Tecnica al decreto manovra che l’ANSA puo’ visionare.

MAXI-AUMENTO IMMEDIATO ACCISE BENZINA E DIESEL Aumento immediato per le accise sui carburanti. Al contrario del previsto aumento dal primo gennaio, ”a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto” le aliquote su benzina e diesel salgono rispettivamente a 704,20 euro (+8,2 cent al litro) e 593,20 euro per mille litri (+11,2 cent). E’ quanto prevede la manovra.
Bonus Irap 10600 euro per lavoro giovani/donne – Le imprese che assumeranno donne e giovani sotto i 35 anni a tempo indeterminato avranno la possibilita’ di dedurre 10.600 euro per ogni donna e giovane sotto i 35 anni assunto a tempo indeterminato. Lo sconto sale a 15.200 nelle regioni del Sud. E’ quanto si legge nell’articolo 2 del testo del decreto uscito dal consiglio dei ministri.

STOP CARICHE INCROCIATE TRA BANCHE CONCORRENTI – ”E’ vietato ai titolari di cariche negli organi gestionali, di sorveglianza e di controllo e a funzionari di vertice di imprese o gruppi di imprese operanti nei mercati del credito, assicurativi e finanziari di assumere o esercitare analoghe cariche in imprese o gruppi di imprese concorrenti”. Lo prevede il testo della manovra uscito dal Cdm.

TASSA SCUDO FISCALE, PRIMA RATA IL 16 FEBBRAIO – Subito alla cassa per versare il prelievo dell’1,5% sui capitali scudati. L’imposta, definita ”straordinaria”, dovra’ essere pagata in due rate: la prima entro il 16 febbraio 2012 e la seconda rata entro il 16 febbraio 2013. E’ quanto prevede l’articolo 19 del decreto uscito dal consiglio dei ministri.

MANOVRA: FINI, APPROVAZIONE SARA’ PRIMA DI NATALE – L’approvazione della manovra da parte del Parlamento arrivera’ in ”tempi solleciti”, prima della pausa natalizia. Lo ha detto a Trieste il presidente della Camera, Gianfranco Fini. ”Credo che si possa dare per acquisito – ha aggiunto – che il Parlamento approvi prima della pausa natalizia la manovra finanziaria”.

*********

MANTOVA – Abbiamo di fronte un compito duro, ma sono convinto che tutti insieme riusciremo a farcela con senso di giustizia, responsabilità e sacrifici. Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano a Mantova per celebrare i martiri di Belfiore. “Abbiamo di fronte un compito duro. Mi sono trovato in un momento di particolare difficoltà, in un momento di transizione. E ho creduto – aggiunge Napolitano – di dover fare, nei limiti che la Costituzione impone, una scelta che aprisse uno spiraglio per migliorare il Paese affidando a Monti l’incarico di formare il governo”. “Dipenderà poi da quello che decideranno di fare le Camere”. E su questo, Napolitano, non vuole aggiungere altro perché, ricorda, non ha mai commentato provvedimenti in corso.

‘DOBBIAMO RICONQUISTARE AUTOREVOLEZZA IN UE’ – “Dobbiamo fare dei sacrifici perché dobbiamo fare quello che ci chiede il futuro dei nostri giovani e la nostra appartenenza alla grande, comune patria europea. E lo dobbiamo fare per riconquistare rinnovata autorevolezza”. Lo ha detto il capo dello Stato

‘SE RIFORME ARRIVANO TARDI MAGGIORE IMPATTO’ – “Quando certe riforme, decisioni e misure arrivano in ritardo, è maggiore l’impatto, l’insoddisfazione, la preoccupazione e il dissenso”. Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano a Mantova. “Con franchezza – aggiunge – dobbiamo dire che ora stanno arrivando giusto in tempo per evitare sviluppi catastrofici”.

MAI ENTRATO NEL MERITO GOVERNO PRECEDENTE – “Ho sempre mantenuto massima distanza e rispetto per il nuovo governo. E non sono mai entrato nel merito del governo precedente perché è alle forze del Parlamento che spettano le valutazioni”. Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano a Mantova. “Ho motivo di esprimere grande rispetto – aggiunge Napolitano – per la tensione morale e per la fatica che il governo sta esprimendo in momenti così difficili”.

‘IN TEMPO PER EVITARE CATASTROFE’ – “Dobbiamo dirci con tutta franchezza che siamo arrivati giusto in tempo per evitare sviluppi in senso catastrofico della nostra situazione”. Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano commentando, a Mantova, le misure anticrisi del governo.

‘I SINDACI NON SONO IN DISCUSSIONE’ – “I sindaci non sono in discussione perché altrimenti sarebbe in discussione l’Italia. Siete l’istituzione fondamentale della Repubblica”. Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano rispondendo al presidente della Provincia di Mantova, Alessandro Pastacci, che aveva espresso perplessità sulle misure anticrisi visto che intaccavano l’istituzione democratica ‘intermedia’ delle Province. Pastacci aveva anche difeso gli amministratori locali ‘limitati’ dal Patto di stabilità. “Resisterò invece – aggiunge – dal pronunciarmi sul tema sollevato dal presidente della Provincia”.

NAPOLITANO RICORDA QUINTINO SELLA,RIPAREGGIO’ BILANCIO – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricorda a Mantova, durante la celebrazione dei martiri di Belfiore, la figura di Quintino Sella, il ministro delle Finanze che si propose l’obiettivo del pareggio di bilancio e lo raggiunse nel 1875. “Queste espressioni – osserva Napolitano – ci stanno diventando familiari. Può accadere che nella vita di un grande Stato si ripropongano le stesse esigenze in contesti diversi e che tuttavia sollecitano lo stesso sforzo di coesione per portare a compimento l’impresa”.

NAPOLITANO HA INCONTRATO EMMA MARCEGAGLIA – E’ cominciato con un incontro riservato in prefettura con il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Mantova. Il presidente, che in mattinata ha firmato il pacchetto di misure anticrisi del governo, ha poi parlerato poi al Teatro Bibbiena della città e ha visitato Palazzo Te. In serata ripartirà per Milano.

**************

Roma – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto contenente la manovra. A questo punto l’esame parlamentare inizierà a partire dalla Camera.

Le misure principali sono la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, l’aumento dell’Iva al 23% e l’innalzamento dell’eta’ pensionabile a 66 anni, cosi’ come qualche iniziativa per la riduzione della spesa pubblica.

Qui il testo completo. Arrivano intanto alcuni dettagli su come le misure del pacchetto di austerita’ sono state accolte dai cittadini.

Non è equa e poteva essere fatta meglio, secondo gli italiani, che tuttavia ritengono sia ad ogni modo necessario approvarla in fretta. E’ quanto rileva un sondaggio Ipr Marketing per Repubblica pubblicato oggi, dal quale emerge che gli intervistati ritengono molto o abbastanza condivisibili una quindicina (su 25) dei punti che il provvedimento, soprannominato dallo stesso premier “salva Italia”, contiene.

Per il 70% del campione la manovra “non è equa”, solo il 19% la ritiene tale e l’11% non ha un’opinione in merito. Il 65% del campione — mille cittadini opportunamente “disaggregati”, dice Ipr — ritiene inoltre che poteva essere fatta diversamente e meglio. Molto negativi gli elettori di Pdl (67%), Lega (98%) e Idv (63%), mentre il 66% di coloro che fanno riferimento al Terzo Polo e il 46% degli elettori Pd ritengono che la manovra sia “pesante” ma che c’era poco d’altro da fare.

Gli italiani, dunque, giudicano la manovra generalmente iniqua anche se utile o positiva in diverse parti. Ma appena si passa al comportamento richiesto ai partiti, il discorso cambia e il campione diventa molto più realista: le forze politiche dovranno approvarla senza pensarci troppo. Un giudizio che accomuna Pdl e Pd e Terzo Polo ma che trova spazi oanche tra gli elettori Idv. I seguaci di Di Pietro, infatti, ritengono (49%) che il loro partito dovrebbe, alla fine, dire di “sì”. Gli elettori del Pd si schierano per il “sì” (75% contro 24% di “no”), quelli del Pdl sono favorevoli ad appoggiare la manovra al 67% (19% di “no), quelli del Terzo Polo sono per il “sì” in Parlamento all’89%.

Un giudizio che si potrebbe riassumere così: è una medicina amara, ma dentro ha i principi attivi che possono far guarire il malato. Alla fine, dunque, meglio buttarla giù. Il 48% del campione teme, tra l’altro, che la manovra stessa non sia sufficiente per salvare l’Italia da ulteriori attacchi della speculazione e solo il 21% ritiene che basterà.

*******************************************

Roma (Ansa) – Le imprese che assumeranno donne e giovani sotto i 35 anni a tempo indeterminato avranno la possibilita’ di dedurre 10.600 euro per ogni donna e giovane sotto i 35 anni assunto a tempo indeterminato. Lo sconto sale a 15.200 nelle regioni del Sud. E’ quanto si legge nell’articolo 2 del testo del decreto uscito dal consiglio dei ministri.

STOP CARICHE INCROCIATE TRA BANCHE CONCORRENTI – ”E’ vietato ai titolari di cariche negli organi gestionali, di sorveglianza e di controllo e a funzionari di vertice di imprese o gruppi di imprese operanti nei mercati del credito, assicurativi e finanziari di assumere o esercitare analoghe cariche in imprese o gruppi di imprese concorrenti”. Lo prevede il testo della manovra uscito dal Cdm.

TASSA SCUDO FISCALE, PRIMA RATA IL 16 FEBBRAIO – Subito alla cassa per versare il prelievo dell’1,5% sui capitali scudati. L’imposta, definita ”straordinaria”, dovra’ essere pagata in due rate: la prima entro il 16 febbraio 2012 e la seconda rata entro il 16 febbraio 2013. E’ quanto prevede l’articolo 19 del decreto uscito dal consiglio dei ministri.

ECCO LA MANOVRA DA 24 MILIARDI – L’aumento dell’Iva, anche sul latte, e il possibile rincaro della benzina. E poi la stangata delle tasse sulla casa dovuta al ritorno dell’Ici e all’aumento degli estimi. I consumatori fanno i conti in tasca ai cittadini che dovranno affrontare i “sacrifici” della manovra. Secondo le organizzazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori per “salvare il Paese” una famiglia media (papà, mamma e un figlio, un reddito netto complessivo di 32.000 euro, risparmi in banca per 50.000 euro) dovrà sborsare ogni anno, a partire dal 2014, 1.173 euro in più.

Ma la cifra esatta sale a 3.204 euro all’anno se si tiene anche conto, come si deve, delle manovre già fatte dal governo Berlusconi. Più modesta la Cgia di Mestre (Associazione Artigiani Piccole Imprese) che calcola: la tassa Monti dovrebbe attestarsi a 635 euro l’anno. Ma nei suoi calcoli la Cgia ritiene di non dover tener conto dei 10 miliardi previsti in manovra e destinati al sostegno delle imprese e di non tener conto nemmeno dei 4 miliardi di risorse che dovrebbero evitare il taglio delle agevolazioni nel 2012.

In questo modo il ‘costo’ della manovra sulle famiglie – secondo al Cgia – scende a 16 miliardi da qui il minor esborso. Scegliendo invece il più realistico metodo di Federconsumatori e Adusbef il peso sulle 24 mila famiglie italiane quasi raddoppia. L’organizzazione dei consumatori ha anche calcolato che l’insieme delle “stangate” estive e autunnali determineranno nel 2014 un calo di capacità di spesa del 7,7% annuo con pesanti effetti sui tenori di vita del ceto medio basso sempre più vicini ai livelli dei paesi dell’est europeo ante 1989. Usare la macchina, avere una casa di proprietà, e qualche risparmio in banca sta diventando un lusso che si paga caro.

I Consumatori hanno calcolato che la nostra famiglia tipo subirà un aumento di tasse sulla prima casa di 440 euro l’anno, l’aumento delle accise sulla benzina costeranno 120 euro l’anno, l’aumento dell’Iva 270 euro, 47 euro in più si pagheranno per il deposito fino a 50.000 euro e 90 euro in più si pagheranno per l’aumento dello 0,3% dell’addizionale regionale.

Per un aggravio totale di imposte di 907 euro all’anno. A questi bisogna aggiungere i tagli calcolati in 43 euro per la mancata indicizzazione delle pensioni oltre i 935 euro e 163 euro per i tagli agli enti locali che peseranno su un aggravio di costi dei servizi. Le organizzazioni dei consumatori lamentano la mancanza in manovra di interventi a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni sociali) con l’effetto di accentuare la recessione economica e le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza. Diseguaglianze che, come ha recentemente osservato l’OCSE sono in crescita in particolare in Italia.