Mutui in franchi: la frode targata Barclays

17 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Dopo il crac dei quattro istituti di credito italiani che ha portato via migliaia di euro dei risparmiatori si profila all’orizzonte un altro caso di frode bancaria. Questa volta protagonista è Barclays, la grande banca britannica con filiali sparse in tutto il mondo che fin dagli anni novanta ha venduto ai suoi clienti mutui fondiari in euro a tasso variabile indicizzati al franco svizzero.

Barclays, in particolare, consigliava alla clientela di stipulare un mutuo in euro assicurando tassi più bassi grazie al fatto che il Libor (tasso d’interesse di mercato a cui le banche si scambiano prestiti in franchi svizzeri) era più basso dell’Euribor, omettendo di comunicare che questo differenziale dei tassi, che aumenta il margine di guadagno dell’istituto bancario, scarica sul cliente il rischio di cambio.

Inoltre nei contratti stipulati è stata inserita una clausola che prevede, in caso di richiesta di estinzione anticipata, che l’importo del capitale residuo vada prima convertito in franchi svizzeri al tasso di cambio convenzionale fissato nel contratto di mutuo e successivamente riconvertito in euro al cambio rilevato il giorno del rimborso.

Cosa significa? In parole povere che gli interessi e il capitale che si deve restituire alla banca che ha erogato il mutuo dipendono dal tasso di cambio tra euro e franco svizzero: così se il franco svaluta nei confronti dell’euro, saranno minori gli interessi e il capitale da restituire, al contrario se rivaluta saranno più alti.

E proprio quest’ultima situazione, la peggiore per i mutuatari è quella che si è presentata dalla fine del 2014 per colpa del perdurare della crisi economica che ha spinto molti capitali nelle banche svizzere e il franco si è rivalutato nei confronti dell’euro.

 

A ciò si aggiunge la decisione della Banca centrale elvetica di far fluttuare il franco sul mercato invece che tenerlo fisso a gennaio di due anni fa. Con “l’uscita della Svizzera dall’euro” – come l’hanno chiamata alcuni commentatori – il franco ha raggiunto la parità con la moneta unica e i mutuatari al momento in cui hanno chiesto alla banca di estinguere anticipatamente il capitale residuo, si sono trovati di fronte a cifre enormi da dover restituire e in pratica un mutuo che non diminuisce mai.

Stavolta governo interverrà a difesa dei risparmiatori?

Sono tante le persone che si trovano oggi in questa situazione – su Facebook è stato creato un gruppo ad hoc – e il Movimento 5 Stelle ha depositato un’interpellanza al Senato per chiedere al governo di intervenire al più presto sul caso Barclays.

Nello specifico si chiede “di verificare la bontà del controllo da parte degli organismi di vigilanza ed eventualmente di convocare il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio, al fine di risolvere questa spiacevole situazione”.