Murdoch sempre piu’ nei guai, ora BskyB e’ a rischio

8 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il magnate australiano Rupert Murdoch finisce nel caos, travolto dallo scandalo delle intercettazioni di News of the World e rischia di perdere anche l’affare del secolo, la fusione miliardaria con BSkyB a cui da anni ambisce.

Domenica, come il figlio del magnate James ha annunciato, uscira’ l’ultimo numero del tabloid nel mirino per aver violato l’intimita’ di circa 4000 persone, tra cui i familiari dei soldati uccisi in Iraq e Afghanistan, e presto potrebbero scattare le manette per almeno cinque giornalisti.

“Abbiamo sbagliato” ha ammesso Murdoch annunciando la chiusura del domenicale in vita da 168 anni e difendendo comunque la testata e la sua ex direttrice Rebekah Brooks, passata alla direzione di News International, altro giornale del gruppo.

Ma l’affare News Corporation sta montando su tutta stampa britannica e non solo. L’Associazione nazionale veterani britannici, si e’ detta “sotto shock” dalle notizie e la British Legion ha avvertito che potrebbe boicottare, come altri importanti brand, la pubblicita’ su tutti i quotidiani di News International.

Il timore piu’ grande di Murdoch, tuttavia e’ che lo scandalo e l’indignazione popolare facciano arenare il progetto di acquisire l’intera quota dell’emittente britannica BSkyB. La decisione se approvare la controversa offerta da 10 miliardi di dollari, prevista entro domani, sembra ormai rinviata a settembre come rivelano fonti del Financial Times.

Il segretario alla Cultura, Jeremy Hunt, doveva dare il ‘via libera spianando la strada al cammino del magnate australiano; ma fonti del governo hanno detto esplicitamente che la decisione sara’ rinviata. E le azioni del gruppo hanno sensibilmente perso terreno.

Intanto potrebbero arrivare presto i primi arresti. Secondo il Times, e’ imminente un provvedimento di custodia cautelare. Scotland Yard sta indagando sull’ipotesi che i reporter a caccia di scoop intercettassero anche le famiglie dei soldati uccisi in Afghanistan e in Iraq. “Negli archivi di Glenn Mulcaire, l’investigatore privato al servizio del domenicale, sono stati trovati i dati personali privati delle famiglie dei soldati morti”, ha riferito.

Il leader laburista, Ed Miliband, si e’ unito al coro di quanti chiedono le dimissioni di Rebekah Brooks. Lo scandalo e’ partito dalle intercettazioni del telefono di Milly Dowler, una tredicenne rapita e poi uccisa nel 2002: l’investigatore assoldato da News of the World cancello’ alcuni sms della ragazza facendo credere ai genitori e agli inquirenti che fosse ancora viva.

Sono anche emerse intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta su Holly Wells e Jessica Chapman, le due piccole studentesse uccise nel 2002 a Soham, nel Cambridgeshire, sui familiari di alcune delle 52 vittime dell’attentato del 7 luglio 2005 a Londra e anche su quelle dello tsunami in Indonesia: tutto per captare qualche esclusiva e magari garantirsi un’intervista.

Anche se la veridicita’ delle accuse deve ancora essere dimostrata, per un giornale quello che conta e la credibilita’. E quella e’ gia’ andata in fumo. Il figlio James ha cosi’ riassunto l’impatto dello scandalo sulla casa editrice britannica: “é un forte colpo per me e per l’intero gruppo”.

E intanto il primo ministro Cameron ha deciso di creare una commissione d’inchiesta sullo scandalo delle intercettazioni.