Mubarak si dimette stasera

10 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Il presidente egiziano Hosni Mubarak, con l’intero Egitto in rivolta e l’economia vicina al collasso, potrebbe dimettersi stasera trasferendo il potere al vice presidente Omar Suleiman (caro a Israele, come emerso da un cable segreto di Wikileaks, che gli utenti abbonati possono leggere per intero cliccando qui).

Lo ha detto il segretario generale del Partito democratico nazionale, Hossam Badrawi, alla Bbc. Questa sera il presidente potrebbe tenere un discorso alla nazione, ha aggiunto Badrawi. Non e’ ancora chiaro l’orario della trasmissione nel discorso: le voci che girano vanno dalle 19,30 alle 21 ora italiana.

Nel 17esimo giorno di proteste nelle strade del Cairo e di tutto il paese, il presidente 82enne, alla guida del paese nordafricano da 30 anni, potrebbe annunciare le sue dimissioni e il passaggio dei poteri a Suleiman. O almeno e’ quanto si augura il veterano esponente della sua fazione politica, che ha riferito all’emittente britannica di “sperare” che il capo del governo decida di lasciare il comando del paese.

Le forze armate hanno di fatto assunto il potere politico in Egitto. E’ quanto sostiene il quotidiano al Ahran, il principale del Paese africano, che cita un comunicato appena diffuso dal Consiglio supremo delle forze armate, che annuncia che il Consiglio restera’ aperto in seduta permanente, per salvaguardare “i risultati e le richieste della popolazione”.

La giornalista di Channel 4 Lindsey Hilsum ha scritto su Twitter che Hossam Badrawy, anche lui da poco nominato segretario generale del Partito nazionale democratico, “mi ha appena detto che si aspetta che il presidente Mubarak passi il potere al vicepresidente stasera”.

Badrawy e’ un uomo molto influente del partito, e’ considerato un riformista ed era vicino a Gamal Mubarak, figlio del presidente ed erede designato. Il primo ministro egiziano Ahmed Shafiq ha detto che le dimissioni di Mubarak sono “uno scenario di cui si sta discutendo”. Varie altre fonti nell’esercito e nel governo egiziano hanno confermato la notizia.

Il passaggio dei poteri da Mubarak a Sulayman e’ uno degli scenari di cui si parla da giorni, anche perche’ e’ l’unico attraverso il quale si potrebbe aggirare la costituzione: dev’essere lo stesso Mubarak, infatti, a dare l’incarico ad interim al vicepresidente, altrimenti la legge prevede che il potere debba passare al presidente del parlamento.

Continua nel frattempo il bilancio economico del paese. Scioperi e rivolte dei lavoratori hanno fatto chiudere molte fabbriche; anche i dipendenti nel settore ferroviario hanno incrociato le braccia impedendo ai treni di circolare; le principali strade statali sono completamente bloccate dalle contestazioni in corso, situazione identica sui 1.000 chilometri della strada lungo il Nilo che collega il Cairo ad Aswan; nelle aree adiacenti a Piazza della Liberazione, al Cairo, gli esercizi commerciali hanno le saracinesche abbassate mentre al Canale di Suez non vengono riscosse le imposte dalle circa 50 navi che transitano al giorno garantendo al Tesoro egiziano $3 miliardi l’anno, in pratica una delle maggiori fonti di ricavi del paese. Il quadro si chiude con il settore turistico: 1.300 stranieri hanno abbandonato il paese da quando i disordini hanno avuto inizio.