Mps, Ue chiede altri tagli a filiali e staff: “va dimezzata”

24 Febbraio 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Continua a tener banco il caso MPS, da due mesi impegnata in una trattativa serrata per arrivare ad un piano industriale da sottoporre alle autorità europee per avere la necessaria benedizione all’ingresso dello Stato.

Se dalle dichiarazioni ufficiali, sembrava di essere giunti ad un buon punto, ora invece si scopre che il negoziato è ancora nella fase cruciale come ha riportato ieri il Financial Times secondo cui Bce e Commissione sarebbero divise sul caso Monte dei Paschi. A questa divisione si aggiunge anche una notizia clamorosa che riporta il quotidiano Repubblica secondo cui l’Antitrust dell’Unione europea avrebbe chiesto un piano molto drastico per salvare la banca più antica del mondo. Scrive il quotidiano:

“Ora Bruxelles chiede un piano concentrato sulla sostenibilità: quindi nuove e drastiche riduzioni di personale, filiali attivi Mps, anche con cessioni, fino a dimezzare la banca”.

Se nel vecchio piano industriale, come ricorda il quotidiano, si prevedevano nel triennio 2600 esuberi e 500 filiali chiuse, per portare la redditività all’11% nel 2019, ora il piano drastico che vorrebbe l’Antitrust Ue si ripercuote proprio sul personale della banca di Rocca Salimbeni ma che avrebbe come finalità quella di rendere meno rischiosa la banca. Ma c’è il rovescio della medaglia: meno rischi comportano meno redditività e quindi difficoltà nel trovare investitori disposti a rilevare il controllo dell’istituto.

Intanto, come scrive Il Sole 24 Ore, in banca si continua a lavorare.

“Giovedì si riunirà il cda e non è escluso (ma neanche probabile) che si possa esaminare una nuova bozza del piano industriale: sul tavolo c’è una nuova riduzione di filiali e personale e il rilancio di raccolta e scorporo immediato, via bad bank interna, di tutti i 28,5 miliardi di Npl già al centro del piano di dicembre. Nella speranza che possa bastare a trovare una quadratura del cerchio tutt’altro che agevole”.