MPS: titolo in corsa, balza fino a +13%. Unicredit fa +11%

23 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Forte balzo del titolo MPS, che inizia la giornata di contrattazioni all’insegna del rally, arrivando a essere sospesa anche per eccesso di rialzo. Al momento il titolo balza più del 12% – ma è salito anche fino a +13% – e si attesta a 0,26 euro. Già venerdì scorso il titolo della banca senese aveva segnato un rialzo dell’8% su ricoperture innescate anche dall’ottimismo per il piano di rafforzamento patrimoniale che non dovrebbe prevedere un aumento di capitale.

Proprio il settore bancario sostiene oggi Piazza Affari: forti acquisti su Unicredit che mette a segno un rialzo superiore all’11% e si attesta a 3,68 euro. Molto bene anche Ubi Banca +7,68%, Intesa SanPaolo +7,24%, Banco Popolare +5,42% e Intesa SanPaolo +7,24%.

“Sui bancari c’è un forte scoperto. Nello specifico di Mps e Unicredit si tratta di titoli che erano scesi molto”, dice un broker. Anche Unicredit è infatti in forte spolvero e balza più del 5%, a 3,49 euro. Questa è l’ultima settimana in cui i diritti di opzione per l’aumento di capitale potranno essere esercitati.

Riguardo alle banche italiane, sabato scorso, stando a quanto ha riportato un articolo di “Italia Oggi”, sul tavolo del governatore di Bankitalia Ignazio Visco sono arrivati i piani di rafforzamento di capitale degli istituti, come previsto dall’Eba, l’Autorità bancaria europea.

Con UniCredit al riparo, dopo la decisione di procedere al maxi-aumento di capitale da 7,5 miliardi, attualmente in corso, le attese erano per le mosse di Banca Mps, Banco popolare e Ubi banca: di fatto, le altre banche italiane nel mirino dell’Eba.

I provvedimenti presentati dai tre istituti per raggiungere l’obiettivo di un Core Tier 1 del 9% entro la fine di giugno non prevedono però, come da attese, il ricorso a nuove iniezioni di capitale da parte degli azionisti. L’Eba ha indicato, l’8 dicembre le nuove stime sulle ricapitalizzazioni delle banche: per rafforzare i loro ratios patrimoniali, le big italiane hanno bisogno complessivamente, secondo l’Authority europea, di 15,4 miliardi di buffer aggiuntivo di capitale.

In particolare, per Unicredit l’ammontare è di 7,974 miliardi, per Banca Mps di 3,267 miliardi, per Banco popolare di 2,731 miliardi, per Ubi di 1,393 miliardi, mentre Intesa Sanpaolo non avrebbe bisogno di capitale aggiuntivo.

Ora Bankitalia, insieme all’Eba, esaminerà i piani, per stabilire se siano adeguati. Escluso il ricorso all’aumento di capitale, per Mps le tre direttrici del piano Eba, come ha già spiegato il dg Viola, riguardano operazioni di capital management, di ottimizzazione dell’attivo e un piano di dismissione di asset. Circa 1,1 miliardi dovrebbero arrivare dalla trasformazione in capitale di prodotti strutturati (i prestiti Fresh).

Anche Banco popolare prevede un mix di azioni alternative alla ricapitalizzazione, tra cui la conversione del bond soft mandatory da un miliardo.

Ubi banca, come confermato ieri dallo stesso a.d., Victor Massiah, ha previsto come soluzioni quelle del conteggio del bond convertibile e dell’adozione della metodologia advanced per la valutazione della rischiosità degli impieghi. Una possibile revisione dei buffer previsto per l’esposizione al debito sovrano potrebbe arrivare a marzo, in occasione del prossimo Consiglio europeo e una volta che l’Efsf avrà raggiunto piena capacità operativa e si sarà conseguita una riduzione dei tassi d’interesse sui titoli sovrani. Anche ai titoli di stato, infatti, è legato il fabbisogno patrimoniale calcolato secondo la metodologia dell’Eba.