Mps su con rumor Saccomanni. Bond, la proposta delle vittime salva-banche

12 Ottobre 2016, di Laura Naka Antonelli

Fabrizio Saccomanni, nuovo presidente di Mps? Le indiscrezioni sono state riportate dal quotidiano Il Messaggero. La poltrona di presidente di Mps è rimasta infatti vuota, dopo l’addio dell’ex presidente Massimo Tononi, seguita alla fine dell’epoca dell’ex AD Fabrizio Viola, e alla nomina del nuovo numero uno Marco Morelli. Banchiere, economista e politico, Saccomanni ha ricoperto la carica di Ministro dell’economia e delle finanze nel governo Letta, dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014.

Il Messaggero afferma che la prossima settimana i vertici di Rocca Salimbeni potrebbero incontrarsi per analizzare la lista di nomi redatta dal cacciatore di teste Spencer Stuart. Tra i profili selezionati vi sarebbe appunto Saccomanni, che piace molto al Tesoro (da ricordare che il Tesoro è il primo azionista di Mps con una quota pari al 4%).

Intanto l’associazione vittime salva-banche ha presentato a MPS una proposta, al fine di tutelare gli interessi dei detentori dei bond subordinati emessi dalla banca. Obiettivo è scongiurare eventuali conversioni forzose delle obbligazioni.

Questo il testo:

“Al fine di scongiurare eventuali conversioni forzose delle obbligazioni e di tutelare maggiormente i risparmiatori in possesso di obbligazioni subordinate, sottoscritte in periodo antecedente all’entrata in vigore della legge sul bail-in, come forma di accumulo del risparmio e non certo come forma di investimento a rischio come poi sono divenute nel tempo, intendiamo proporre questa soluzione alternativa. Contemporaneamente alla creazione della società veicolo che prenderà in carico le sofferenze della banca, viene spostato anche il debito subordinato, il quale con rispetto del grado di subordinazione, del prezzo di acquisto pagato e degli interessi percepiti; viene convertito in obbligazioni con garanzia statale (senior) per la parte del capitale investito in origine, in parte mezzanina per gli interessi percepiti ed in quota azionaria per la differenza con il nominale. Questa soluzione intende offrire una soluzione definitiva per i risparmiatori MPS, che non sia configurabile come aiuto di stato e che contemporaneamente porti beneficio al bilancio della banca. L’ipotesi garantirà ai risparmiatori la disponibilità immediata dell’investimento iniziale, la disponibilità a medio termine (¾ anni) degli interessi e la possibilità di avere un utile nell’arco di 6/8 anni, utile che potrebbe rivelarsi anche sostanzioso se i recuperi dai crediti fosse maggiore delle aspettative del valore ipotizzato (al netto dei costi di gestione). In pratica un possessore di obbligazioni subordinate si troverebbe nella nuova situazione di avere:

  • L’investimento iniziale di 50mila euro in un (equivalente) titolo di stato, titolo liquido e monetizzabile all’istante.
  • Gli interessi percepiti investiti nella parte mezzanina della bad bank, insieme all’investimento del fondo Atlante e alle medesime condizioni. Investimento che ipotizza un notevole rendimento e monetizzabile.
  • Differenza tra valore nominale e prezzo di acquisto investita nella parte azionaria della bad bank

Nella nota dell’Associazione si legge:

“Il meccanismo se esteso a tutta la platea dei possessori di obbligazioni subordinate porterebbe alla banca una riduzione del fabbisogno di capitale probabilmente maggiore di 1,6 miliardi, ottenendo quindi una minor diluizione degli azionisti attuali. Il meccanismo potrebbe avere capienza anche per ulteriori interventi, sempre nell’ottica di un equa ripartizione dei sacrifici ma anche della possibilità di partecipare ai benefici futuri.