MPS: sindacati sul piede di guerra, sciopero contro tagli annunciati

24 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Alta tensione ai piani alti – ma non solo – della banca senese Monte dei Paschi di Siena. I dipendenti dell’istituto sono andati su tutte le furie dopo la decisione del cda che, nella giornata di ieri, ha dato mandato al direttore generale, Fabrizio Viola, affinché raggiunga un accordo con i sindacati che tagli le spese del personale del 3%, salvaguardando i livelli occupazionali.

I sindacati sono passati all’azione, proclamando nella giornata di ieri uno sciopero di 15 ore. Nella nota unitaria che è stata presentata, si legge che, da parte dell’istituto senese, “c’è un evidente tentativo di minimizzazione” del piano per la riduzione dei costi del personale annunciato, “a fronte invece di una decisione formale senza precedenti nella storia della Banca”.

Ieri MPS ha annunciato: “Guardando al Piano industriale 2011-2015, le sole minori uscite (450 risorse) per esodo negli esercizi 2011 e 2012 determineranno risparmi inferiori a quanto preventivato. Tenendo conto di questo e dell’esigenza di contribuire a riequilibrare il profilo economico del Gruppo, in un quadro ancora caratterizzato da difficoltà sul versante dei ricavi e del costo del credito, è necessario perseguire un obiettivo di riduzione delle spese per il personale di circa il 3%”.

Per i sindacati, la nota con cui Rocca Salimbeni annunciava il progetto non conteneva “tutte le misure di taglio ipotizzate dall’Azienda” e cioe’ “contenimento del lavoro straordinario e delle assunzioni, contratti di solidarieta’ e quindi riduzione non retribuita dell’orario, mobilita’ interna, sospensione del sistema incentivante e del premio aziendale. Tali misure sono state dettagliate dall’azienda stessa nell’incontro con il direttore generale tramite lettura, per la parte di interesse sindacale, del rapporto approvato dal CdA della Banca in data 22 febbraio”.

Nel comunicato stampa – attaccano ancora i sindacati – non e’ altresì menzionata l’ipotesi, anch’essa presente nel rapporto, di procedere in alternativa a 1500 licenziamenti”.

L’ultimo sciopero proclamato in Mps, prima di quello annunciato ieri, risale almeno al 1998. E’ quanto riportano fonti sindacali, spiegando che l’agitazione, in quell’occasione non fu unitaria, perche’ non aderi’ la Fisac-Cgil. Da allora non erano state registrate astensioni dal lavoro a livello di gruppo.

Lo scorso 12 gennaio, dopo oltre 15 anni, in piazza Salimbeni si era svolto un presidio sindacale proprio nel giorno in cui il CdA aveva approvato la nomina del nuovo direttore generale Fabrizio Viola. Fu quello il primo ‘scricchiolio’ in una ‘pax’ pluridecennale. ”Sono loro che hanno deciso di rompere questo rapporto – attacca Antonio Damiani della Fisac -. Il primo passo di Viola e’ stato veramente incredibile”.