Mps: la spiegazione del comunicato in cui la Bce chiede più coperture patrimoniali

4 Febbraio 2022, di Leopoldo Gasbarro

Un comunicato stampa in tecnichese conferma le importanti richieste (anzi aumentano) patrimoniali da parte della BCE nei confronti di Mps. Da lunedì un calendario che parte dal cda che potrebbe sfiduciare l’ad Bastianini che nella stessa riunione dovrebbe firmare la bozza del nuovo bilancio. Mai un giorno normale…

Ieri sera, in solito orario serale, quando molti uffici erano già chiusi è arrivato il comunicato stampa del Monte dei Paschi di Siena, nel quale si comunicavano le richieste patrimoniali definite della BCE per fare in modo che i conti della banca fossero in equilibrio.

Non dimentichiamo che in occasione degli ultimi stress test effettuati dalle autorità bancarie europee sugli istituti più importanti del Continente, MPS aveva ottenuto la maglia nera di ultima della classifica in termini di solidità in caso di stress di mercato. Per questo si era aperto un capitolo nuovo e negativo della storia travagliata degli ultimi anni della banca senese.

Ieri sera con il comunicato emesso MPS ha ufficializzato le richieste della BCE.

Gruppo MPS: BCE comunica i requisiti patrimoniali SREP per il 2022

Siena, 3 febbraio 2022 – Banca Monte dei Paschi di Siena (“BMPS”) comunica di aver ricevuto la decisione finale della Banca Centrale Europea (“BCE”) riguardante i requisiti patrimoniali da soddisfare a partire dal 1 marzo 2022.

Secondo tale decisione il Gruppo MPS – a livello consolidato – deve rispettare un requisito patrimoniale SREP complessivo (Total SREP Capital Requirement – TSCR) del 10,75%, che include:

– un requisito minimo di fondi propri – Pillar 1 (“P1R”) dell’8% (di cui 4,50% in termini di CET1)
– un requisito aggiuntivo di Pillar 2 (“P2R”) del 2,75%, che si attesta sullo stesso livello che era stato richiesto per il 2021, da detenere almeno per il 56,25% nella forma di capitale primario di classe 1 – CET1 – e per il 75% nella forma di capitale di classe 1 – Tier 1.

Il requisito minimo complessivo in termini di Total Capital ratio, ottenuto aggiungendo al TSCR un Combined Buffer Requirement (CBR) del 2,75%1, è del 13,50%.

Il requisito minimo complessivo in termini di CET 1 ratio è pari al 8,80%, somma tra P1R (4,50%), P2R (1,55%2) e CBR (2,75%); il requisito minimo complessivo in termini di Tier 1 è pari al 10,82%, inclusivo di P1R del 6%, P2R del 2,06%3 e CBR del 2,75%.

Sulla base dei ratios patrimoniali in essere al 31 dicembre 2020, nel contesto della SREP decision la BCE ha confermato per BMPS la decisione – già vigente – di restrizione sui dividendi.

1 Il Combined Buffer Requirement (CBR) è costituito da Capital Conservation Buffer (2,50%) + O-SII Buffer (0,25% rispetto a 0,19% nel 2021) + Countercyclical Capital Buffer (0,003% rispetto a 0,001% nel 2021).

2 Calcolato considerando la copertura del 56,25% del P2R con CET1.

3 Calcolato considerando la copertura del 75% del P2R con Tier1.

Tutto chiaro vero?

Un comunicato stampa così meritava di essere boicottato da tutti.

Non che non fosse traducibile dal tecnichese bancario in italiano corrente, ma il tecnichese non è compreso da tutti, tant’è vero che in molti lo hanno pubblicato così, senza un commento di approfondimento o chiarimento.

L’avrei fatto anch’io se non fossi ricorso all’aiuto di persone specializzate, docenti universitari in grado di raccontarmi il significato che c’è dietro numeri, cifre ed acronimi.

Ma andiamo con ordine, cosa chiede la BCE al Monte dei Paschi? In realtà sta chiedendo di accantonare PATRIMONIO per far fronte soprattutto agli impieghi, cioè ai soldi prestati ad imprese e famiglie che potrebbero rischiare di non rientrare.

Questi accantonamenti sono divisi normalmente in due parti:

la prima di circa l’8%, legata proprio al rischio determinato dalla massa di denaro “prestata ad imprese e famiglie”;

la seconda di circa il 2,75% legata ai normali rischi finanziari.

Quello che la BCE chiede in più al Monte dei Paschi è un:

Combined Buffer Requirement (CBR) del 2,75% ( lo scorso anno era del 2,69%)

Ma di cosa si tratta? Sul sito della BCE nel glossario dei termini lo troviamo definito così:

“Una riserva di capitale fino al 2,5% delle esposizioni totali di una banca per evitare il superamento dei requisiti patrimoniali minimi durante i periodi di stress in cui si verificano perdite. La riserva di capitale è stata implementata in Europa tramite l’articolo 129 CRD IV e deve essere soddisfatta con capitale CET1.”

Insomma, nonostante la copertura del Tesoro, le richieste della BCE sono cresciute, seppur di poco rispetto allo scorso anno, e si mantengono a livelli molto consistenti rispetto a quanto normalmente richiesto rispetto a banche che hanno i conti a posto.

Lunedì prossimo comincerà una settimana importante. Si riunisce il CDA che dovrà vedere la firma del bilancio da parte di un ‘AD come Bastianini che, all’interno dello stesso CDA si presenta sub-iudice.

Mai un giorno normale, quando si tratta del Monte.