Mps: esodo biblico, in pensione oltre 4 mila dipendenti

2 Novembre 2022, di Alessandra Caparello

Non solo l’aumento di capitale. C’è un’altra scottante questione che vede protagonista Mps e riguarda gli esodi incentivati. Andranno in pensione circa 4150 dipendenti, contro le 3500 uscite previste inizialmente. Una vera e propria rivoluzione dal punto di vista organizzativo per la banca senese.

L’esito della riunione tra Mps e i sindacati

L’accordo sindacale del 4 agosto 2022 prevedeva l’uscita, su base volontaria, di 3.500 dipendenti, a fronte della quale sono pervenute 4.125 domande, di cui 4.005 per il Gruppo Mps e 120 come distaccati extra gruppo.

Pochi giorni fa il ceo della banca Luigi Lovaglio ha incontrato i coordinamenti sindacali del gruppo Mps insieme al responsabile delle risorse umane, Roberto Coita, un incontro definito da più parti cruciale per definire la partita degli esodi incentivati e a dar corpo a un piano di prepensionamenti, quasi certamente tra i più corposi mai attuati in Italia.

All’incontro, sul tavolo della banca è arrivata la richiesta dei sindacati di alzare il numero dei prepensionamenti dai preventivati 3.500 dipendenti fino ad accogliere quanto più possibile le 4.125 richieste di uscita volontaria. Per i coordinamenti sindacali, accontentare tutti i dipendenti che vorrebbero lasciare la banca, approfittando dello scivolo fino a 7 anni di contributi, che varrà però fino al 30 novembre, costerebbe dai 150 ai 180 milioni in più.

Alla vigilia dell’incontro il segretario nazionale e amministrativo Fabi e coordinatore Fabi nel gruppo Monte dei Paschi di Siena, Franco Casini, aveva auspicato l’accoglimento di tutte le richieste di esodo, il che avrebbe un duplice effetto:

“Anzitutto, si asseconderebbe la richiesta di uscire dalla banca da parte di tante colleghe e colleghi (dopo oltre 10 anni di sacrifici, professionali, personali ed economici) che hanno consentito, con il loro comportamento e la loro dedizione, al salvataggio di Mps oltre che alla sua operatività quotidiana. Inoltre, un più ampio numero di esodi permetterebbe al vertice del gruppo di predisporre il futuro della banca sulla base di costi gestionali ulteriormente ridotti. Nell’ottica di un maggior numero di uscite, come sempre tutte su base volontaria, andrà ovviamente programmato un numero di assunzioni di giovani, al fine di assicurare una corretta operatività, sia degli uffici sia della rete, e di garantire un importante ricambio generazionale”.

E all’incontro, l’amministratore delegato ha espresso un orientamento positivo in ordine alle istanze sindacali, “fermo restando il completamento del processo legato all’aumento di capitale e le decisioni che a riguardo saranno assunte dal Cda, unitamente alla definizione del piano gestionale di sostituzione dei colleghi legato alla riorganizzazione aziendale” come riporta una nota stampa delle sigle sindacali di Mps. “Al termine della riunione l’azienda ha comunicato la volontà di avviare intanto il processo di regolarizzazione amministrativa nei confronti di tutti i colleghi proponenti domanda” evidenziano Fabi, Fisac Cgil, First Cisl, Unisin e Uilca che nelle scorse settimane “hanno più volte sollecitato la controparte all’accoglimento integrale delle domande pervenute, in attesa della ufficializzazione della relativa posizione aziendale”.

Quello che si prospetta per Mps è un esodo biblico: 4.125 dipendenti della banca senese andranno in pensione tutti insieme. Un terzo delle uscite dovrebbe essere concentrato nella direzione generale, a Siena, Milano, Roma, Padova, Mantova e Lecce. Persone che dovranno essere sostituite per forza di cose. Il numero uno della Fabi, Lando Maria Sileoni, in un’intervista al Corriere della Sera, ha parlato proprie delle nuove assunzioni per l’istituto senese:

“Quando la Banca centrale europea ha esaminato il caso del Monte dei Paschi di Siena, ha posto come priorità nell’operazione di risanamento l’attenzione ai costi. Così il piano di Lovaglio, che punta a far uscire dal perimetro della banca quanti avrebbero potuto farlo nell’arco dei prossimi sette anni, prevede anche una redistribuzione delle presenze dalle direzioni generali alle agenzie. Quando la prima fase di questa riorganizzazione interna di Mps sarà conclusa si apriranno nuovi spazi che andranno occupati da assunzioni di giovani con profili professionali rivolti a interpretare le esigenze della banca del futuro, soprattutto in tema di digitalizzazione e smaterializzazione, sia del denaro sia dei servizi connessi”.