Morozov: attenti alla trappola di una vita troppo hi-tech

1 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – “Non sempre il digitale è un bene. Dobbiamo sempre valutarne l’impatto, e ricordarci che non dovremmo mai mettere al centro della società i nostri desideri tecnologici, anche perché potremmo pentircene”. Quella di Evgeny Morozov, esperto della Rete e delle sue influenze sulla società, è una doccia fredda sulla visione ottimistica che da sempre permea Internet. “Certa tecnologia – ha detto l’esperto, durante il suo discorso alla Wired NextWeek in corso a Milano – ci aiuta a risolvere problemi, ma da quando è nella nostra vita non ci poniamo più domande critiche su come ci sta aiutando. Tendiamo sempre a privilegiare le ultime soluzioni tecnologiche, e invece dovremmo tornare indietro, e ripensare alla nostra eccessiva infatuazione per il cambiamento”.

La vita di oggi, aggiunge, “é fatta di sensori ovunque, che condizionano il nostro comportamento. Ci sono app per mangiare meglio, ombrelli collegati al web che ci dicono se pioverà, bidoni della spazzatura ‘intelligenti’ per sprecare meno. Siamo sempre collegati ai social, e sottoposti ai consigli e alle critiche dei nostri amici”. Ma è come se gli oggetti ci avessero tolto la facoltà di decidere: “abbiamo l’illusione di risolvere i problemi analizzando nei minimi dettagli i comportamenti della gente. Molti commentatori, compresa Wired, vedono la tecnologia sotto una luce che non esiste. I Google Glass, ad esempio, ci danno una visione diversa della realtà: può essere divertente per un po’, ma non è certo qualcosa di cui abbiamo bisogno. Tutta questa tecnologia ci ha abituato a risolvere ogni nostro problema – conclude – ma dobbiamo cercare di capire cosa sta dietro a tutto questo, perché abbiamo smesso di essere critici come invece dovremmo essere” (ANSA)

[ARTICLEIMAGE] “Le reti collaborative sono l’essenza di Internet, e sono capaci di cambiare il mondo”. Steven Berlin Johnson, giornalista esperto di nuovi media e uno dei più ottimisti sostenitori della Rete, non ha dubbi: il web é la nostra opportunità per un futuro migliore. E’ stato questo il cuore del suo intervento al Wired NextFest, in corso a Milano.

Uno degli esempi di questa tendenza ‘salvifica’ di Internet é Kickstarter, sito in cui si possono proporre progetti e raccogliere fondi per realizzarli tra gli utenti. “E’ come i mecenati di una volta, ma che funziona grazie ai rapporti tra pari, in rete tra loro”. Stessa cosa Wikipedia, la celebre enciclopedia online: “Non c’é argomento che non sia coperto, e continua a migliorare. Personalmente credo molto nella centralizzazione del potere; e 15 anni fa se mi avessero detto che un’enorme enciclopedia sarebbe stata costruita con l’aiuto di tutti, persino io sarei stato scettico, e invece oggi l’abbiamo. Ci sono quindi reti collaborative che possono cambiare il mondo”.

Johnson non trascura però di sottolineare quanto ormai siamo dipendenti dal web: “La rete oggi è proprietà di tutti, ed è una cosa davvero impressionante. Se però spegnessimo tutto il codice che viene utilizzato dalla Rete o dai dispositivi mobili – conclude – sarebbe l’evento più devastante degli ultimi decenni. Dipendiamo da un software che sarebbe stato assolutamente impensabile solo 20 anni fa, ma che è responsabile anche della ricchezza che abbiamo oggi”. (ANSA)