Morgan Stanley: “Bitcoin sotto $8.600 manda in perdita i miner”

20 Aprile 2018, di Mariangela Tessa

Se i prezzi del Bitcoin non riescono a recuperare presto, tornando sopra quota $ 8.600, i “miner” troveranno probabilmente non redditizio continuare a creare la criptovaluta. Ne è convinto Charlie Chan, analista di Morgan Stanley, che in una nota di ieri ha scritto:

“Stimiamo che il punto di pareggio per i grandi ‘estrattori” di Bitcoin sia $ 8,600, anche se ipotizziamo un costo dell’elettricità molto basso (US $ 0,03 kW / h)”.

Ieri le quotazioni della regina delle valute digitali quotava intorno ai $ 8.200, secondo CoinDesk. Un livello che resta nettamente al sotto dai record di $ 19.000 di metà dicembre.

Ricordiamo che il mining, che è il processo attraverso il quale le monete vengono create. Per essere un miner, un investitore deve avere hardware appropriato e accesso a Internet per poter procedere alla compilazione delle transazioni recenti in blocchi al fine di risolvere complessi calcoli.

La persona che risolve questi calcoli per prima è autorizzata a piazzare il blocco successivo sulla blockchain e guadagnare le ricompense, che includono le commissioni delle transazioni associate alle transazioni effettuate nel blocco, insieme ad una nuova moneta appena creata.

A conferma che le cose non stanno andando nel verso giusto, TSMC, o Taiwan Semiconductor Manufacturing, ieri ha abbassato la sua guidance sulle entrate del 2018 fino al 10% dalla precedente forchetta tra il 10 al 15%, basandosi in parte sull’incertezza nella domanda di mining di criptovaluta. Morgan Stanley stima che circa il 10% delle entrate del gigante produttore asiatico di chipmaker dipendono ora dalla domanda del mercato delle criptovalute.