Monti contro nuovi vincoli e sanzioni Ue sul pareggio di bilancio

12 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – “L’Italia deve giocare un ruolo attivo in Europa”. E’ quanto ha affermato il premier italiano Mario Monti, all’indomani dell’incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel, aggiungendo che “il paese deve condurre l’Europa sulla strada della crescita”.

Monti ha sottolineato che la propria agenda sarà fitta di appuntamenti con i leader europei nell’arco dei prossimi giorni, e che il Consiglio europeo è stato anticipato al 29 gennaio dal 30 gennaio.

Nel suo discorso sulle sfide che l’Europa deve affrontare, così come l’Italia, il premier ha ripetuto più volte la parola crescita.

“Una maggiore crescita rende sostenibile la disciplina fiscale”. E, ancora: “con il fiscal compact ci saranno maggiori risorse da dedicare alla crescita”. A tal proposito, Monti ha ribadito che “il trattato fiscal compact è fondamentale per il futuro” e che la disciplina fiscale è dunque un fattore molto importante.

In particolare, la “crescita non deriva da un ampliamento della spesa pubblica”. Tornando all’Italia, il paese “ha già compiuto passi concreti sul rigore dei conti”.

Il presidente del Consiglio ha aggiunto che l’Italia è contraria all’introduzione di vincoli più rigidi o ulteriori sanzioni rispetto a quanto deciso nel cosiddetto Six Pact sulla disciplina di bilancio.

In un intervento alla Camera, l’ex commissario Ue ha detto che l’Italia sta riuscendo a ottenere che nel valutare il ritmo del rientro del debito eccedente la soglia del 60% del Pil si tenga conto “di un ampio ventaglio di indicatori qualitativi”.

Monti si è augurato che l’accordo sulla disciplina di bilancio possa essere archiviato entro fine mese in modo che i Paesi europei possano poi “investire più energia politica sul versante della crescita”.

Inoltre, “può essere che dopo l’approvazione del fiscal compact la Banca centrale europea si senta più rilassata”, ha aggiunto Monti senza approfondire.

Il professore della Bocconi ha reso noto che il Consiglio europeo del 30 gennaio è stato anticipato al 29 per “motivi tecnici”.