Moneta unica di nuovo in picchiata. Riprende il sell off

25 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Prosegue la caduta dell’euro sui mercati valutari. La moneta unica, che era rimbalzata alla fine della scorsa settimana, si sta progressivamente riportando sui minimi raggiunti l’ottava precedente e scambia questa mattina a 1,228 USD (-0,5%).

A deprimere la moneta di Eurolandia contribuiscono ancora le preoccupazioni per la crisi che imperversa nel Vecchio Continente, che rischia di minare la ripresa dell’economia mondiale.

In questi giorni l’attenzione è puntata sulle misure correttive alle finanze pubbliche dei Paesi dell’Eurozona, dall’Italia, alla Germania al Regno Unito, nel tentativo di soddisfare le richieste della UE di una politica più rigorosa a livello di bilancio pubblico.

Intanto, la notizia del commissariamento di un importante istituto finanziario spagnolo, Cajasur, ha fatto nuovamente tremare i mercati, nel timore che la crisi possa tornare a scaricarsi sul settore finanziario e, come avvenuto in precedenza, scaricarsi poi sull’economia reale.

Sul mercato valutario vanno apprezzandosi le cosiddette valute rifugio, come il dollaro, che guadagna terreno contro un basket delle maggiori valute mondiali, riflettendo sul dollar index un incremento dello 0,7%. In ascesa anche la valuta giapponese, con il dollaro che scambia a 89,79 yen (-0,5%) e l’euro a 110,34 yen (-1%).

Fra le altre valute è da segnalare la caduta dello yuan cinese, sulle speculazioni di un rinvio della riforma dei cambi nel Paese asiatico, a causa della crisi che sta imperversando on Occidente.

A picco anche lo won coreano, in scia alle tensioni fra la Corea del Nord e la Corea del Sud.

Ma certamente è sull’euro che si focalizzano in questo momento le preoccupazioni degli investitori globali; tanto che, ad appesantire fortemente l’azionario asiatico, è stato proprio il calo della moneta , alle prese con nuove spinte correttive.

Al tema dei deficit eccessivi si aggiunge di fatto quello della solidità delle banche; anche in Asia, gli operatori hanno scontato così i timori sullo stato di salute del sistema bancario europeo, rafforzatisi dopo la notizia relativa alla merger forzata tra 4 delle maggiori banche della Spagna -Cajastur per l’appunto, Caja de Ahorros del Mediterráneo (CAM), Caja Extremadura e Caja Cantabria – che è stata imposta dal governo spagnolo.

A Tokyo, l’indice Nikkei ha perso così il 3,06% a 9459,89 punti scendendo per la prima volta in sei mesi sotto la soglia dei 9.500 punti, mentre il Topix ha lasciato sul terreno il 2,29% a 859,82 punti. Tra le altre borse asiatiche Seul ha terminato in pesante calo a causa dell’intensificarsi delle tensioni fra la Corea del Nord e la Corea del Sud.

Il Kospi ha così lasciato sul terreno il 2,79% a 1560,08 punti. In profondo rosso anche Taiwan che ha perso il 3,23% a 7086,37 punti. Negative le altre piazze asiatiche che chiuderanno più tardi.

D’altronde, il futuro non sembra promettere nulla di buono, se si considera che gli stessi hedge fund continuano ad attaccare la valuta europea, scommettendo su un aggravamento dei debiti sovrani dell’Ue.