Mondo:Venti di protezionismo, Wto in alto mare

19 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Soffiano venti di protezionismo contro il tentativo dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) di liberalizzare gli scambi a livello globale.
Il ministro del commercio francese, Christine Lagarde, vede poche possibilità di poter completare con successo le trattative note come Doha Round, risalenti al 2001 e sospese lo scorso anno. “Francamente non sono troppo ottimista”, spiega Lagarde, sottolineando che né la Cina né l’India sono seriamente intenzionate a fare sforzi per aprire i loro mercati. Il ministro ribadisce quindi la posizione del Governo francese secondo cui l’Europa ha fatto il possibile per condurre le trattative. “Allo stato attuale delle cose – evidenzia Lagarde – se non cambia qualcosa, non c’è nient’altro da offrire e nessuno spazio di manovra”.
Sulla stessa linea la rappresentante Usa al Commercio, Susan Schwab, che nei giorni scorsi a Ginevra (sede della Wto) sottolinea che “è troppo presto per dire se ce la faremo a concludere con successo i negoziati” sulla liberalizzazione degli scambi internazionali.
Anche l’ex commissario Ue alla Concorrenza, Mario Monti, ricorda che nel corso dell’ultimo anno, a livello europeo, “è aumentato il protezionismo” da parte dei Governi dei diversi Stati, anche se contemporaneamente “il mondo del business è diventato più audace”, abbandonando quella deferenza nei confronti della politica mostrata nel passato. Nel corso del suo intervento al seminario annuale di Goldman Sachs, Monti spiega comunque che nella crescita del protezionismo registrata nell’ultimo anno in risposta ai movimenti nel campo delle fusioni e acquisizioni si scorge, osserva, “un aspetto negativo, ossia un passo indietro per l’integrazione dei Paesi”. L’ex commissario Ue constata però che occorre guardare “all’esito di alcune operazioni, non sempre favorevoli al nazionalismo. L’unione Mittal-Arcelor si è fatta nonostante l’opposizione di Parigi e Bruxelles, l’operazione Autostrade-Abertis è sempre sul tavolo, mentre è ancora in dubbio il matrimonio Gdf-Suez e la Spagna non è riuscita a creare un campione nazionale nell’energia per ostacolare (la tedesca) E.On”.
Il punto a livello ministeriale sul Doha Round sarà fatto da circa trenta ministri dell’Economia e del Commercio, che parteciperanno il prossimo 27 gennaio a Davos, in Svizzera, a un incontro informale sui negoziati. All’incontro, a margine dell’annuale appuntamento del World Economici Forum, dovrebbero partecipare tra gli altri Schwab e il commissario europeo, Peter Mandelson.

s. g.