Mondo:Tassi bassi, l’Asia si finanzia in Usa e Ue

4 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

L’afflusso di risparmio dai Paesi asiatici negli Stati Uniti e nella zona euro consente a queste aree sviluppate di crescere a ritmi sostenuti e di avere condizioni di finanziamento molto favorevoli. Lo ha dichiarato Lorenzo Bini Smaghi, membro dell’esecutivo della Bce, partecipando a un panel del Festival dell’economia di Trento su “Capitale fisico e capitale sociale”, spiegando che questo elemento verrà meno quando i risparmi dei Paesi asiatici verranno investiti nelle rispettive aree di formazione.
“I risparmiatori asiatici investono oggi negli Stati Uniti e consentono agli Usa di crescere molto più di quanto potrebbero, con tassi di interesse molto bassi, tassi che abbiamo anche in Europa. Si tratta di tassi storicamente molto bassi grazie al risparmio dei poveri, questo è il paradosso messo in luce dall’economista Robert Lucas” ha ricordato il banchiere centrale dell’area euro.
Secondo Bini Smaghi, questa situazione verrà gradualmente modificata dalla creazione di istituzioni all’interno dei Paesi meno sviluppati: i flussi di risparmio in uscita dalle regioni povere verso i Paesi più avanzati si ridurranno e le condizioni di finanziamento in Usa e in Europa diventeranno meno favorevoli.
Il tasso ufficiale della Bce è oggi pari al 3,75 per cento, l’attesa unanime del mercato è per un rialzo al 4 per cento in occasione del consiglio del prossimo 7 giugno. Il tasso dei Fed funds Usa è invece al 5,25 per cento e non sono previste variazioni a breve.
“Se si vogliono sviluppare i Paesi poveri in modo sostenibile e trattenere il risparmio, bisogna sviluppare le istituzioni, il capitale sociale che è fondamentale per far in modo che, piano, piano, i risparmiatori di quei Paesi preferiscano investire a casa propria”, ha aggiunto ieri il banchiere.
“In prospettiva ci saranno negli Stati Uniti e in Europa condizioni di finanziamento meno favorevoli, questo sarà anche un bene, perché è giusto che le economie di questi Paesi, come la Cina, l’Africa e l’America Latina, si dotino del capitale sociale che gli permetta una crescita autosufficiente e di evitare di accumulare questi enormi surplus di risparmio che non vengono messi a frutto nella loro economie”.
Come esempio virtuoso Bini Smaghi ha citato i Paesi dell’Est europeo che, entrando a far parte dell’Unione europea, ne hanno assorbito le istituzioni, importando il capitale umano delle nazioni europee più sviluppate e creando la fiducia necessaria per trattenere il risparmio entro i confini nazionali.
Secondo la definizione ricordata ieri all’apertura del panel, il capitale sociale consiste nella rete informale di relazioni tra le persone in grado di valorizzare e perseguire il bene comune. Alcuni esempi sono la fiducia tra gli individui e la certezza del diritto.