Mondo: Ue, commercio estero in forte crescita

23 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Anche a marzo è proseguita la tendenza positiva dell’interscambio commerciale italiano con i Paesi extra Ue, con una significativa crescita congiunturale dell’export (+1,4%), una flessione congiunturale dell’import (-0,5%, grazie soprattutto al minor impatto dei prezzi del petrolio) ed un saldo negativo più contenuto di 575 milioni rispetto a quello fatto registrare nello stesso mese dello scorso anno. Cresce però la preoccupazione sulla forza dell’euro (in questi giorni stabilmente oltre quota 1,35 sul dollaro) che, come ha sottolineato il presidente del Consiglio, Romano Prodi, non agevola su alcuni mercati il buon momento delle nostre esportazioni.
Rispetto a marzo 2006, le esportazioni verso i Paesi extra Ue (+10 per cento) sono cresciute più del doppio delle importazioni (+4,5 per cento). Nel primo trimestre 2007 l’export ha messo a segno un incremento globale del 10,9 per cento che unitamente ad una minore crescita dell’import (-6,6 per cento) ha consentito di contenere il disavanzo complessivo con i Paesi extra Ue a 6,9 miliardi di euro, contro i 7,7 miliardi del primo trimestre 2006.“Anche a marzo si conferma la crescita delle nostre esportazioni nei mercati extraeuropei, con un vero e proprio boom in Russia (+36,5 per cento), dove sono concentrate diverse iniziative promozionali, a partire dalla imponente manifestazione “Fatto in Italia” nei Magazzini Gum avviata la scorsa settimana”. E’ quanto afferma Emma Bonino, ministro per il Commercio internazionale e per le Politiche Europee commentando i dati Istat “La forza dell’export” continua il ministro “ha consentito il dimezzamento della bilancia commerciale passata da 1,4 miliardi di euro a 864 milioni. Altro elemento positivo è la ripresa, dopo diversi mesi in chiaroscuro, del made in Italy in Giappone (più 17,1 per cento) dove proprio da marzo è iniziata la manifestazione “Primavera Italiana”. I piani promozionali in Russia, Giappone e i paesi dell’area del Golfo, cominciano a dare i primi frutti”.Tra gli elementi negativi il calo delle esportazioni negli Stati Uniti (-10,9 per cento) che desta preoccupazione trattandosi del mercato rispetto a cui l’Italia presenta tradizionalmente il più forte attivo commerciale in valore assoluto. La congiuntura Usa ma anche il forte apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro sono fra i fattori da tenere sotto controllo al fine di analizzare più in dettaglio gli elementi di trend rispetto ai flussi tradizionali. Altro elemento rilevante è il forte import dalla Cina (+32,4 per cento ) che cresce ad un ritmo quasi doppio rispetto alle nostre esportazioni (+17,4 per cento). “E’ la conferma – prosegue Bonino – che la nostra attenzione a questi mercati complessi, deve essere ancora più costante e duratura.