Mondo, G8: inflazione globale sta rallentando

16 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Sono in fase di moderazione a livello globale le pressioni sui prezzi al consumo e questo riduce i rischi per uno scenario altrimenti di buona salute della crescita economica mondiale. Lo si legge nella bozza del comunicato che i ministri finanziari del G8 dovrebbero siglare al tremine dei colloqui di venerdì e sabato prossimi nei pressi della capitale tedesca, Berlino.
Il documento, parte dei lavori preparatori per il vertice degli Otto di Heilgendamm il mese prossimo, impegna i Paesi a perseguire strategie economiche giudicate necessarie e garantire che gli squilibri dell’economia globale si risolvano in maniera ordinata. “La crescita globale resta robusta ed è più bilanciata nel confronto tra le diverse aree economiche e all’interno dei nostri paesi”, si legge in una copia della bozza del documento ottenuta dall’agenzia Reuters. “In un quadro di moderazione delle pressioni inflative sono diminuiti i rischi per lo scenario, ma i prezzi elevati e volatili dell’energia rimangono fonte di preoccupazione e resteremo vigilanti”, continua il comunicato.
“Continueremo a perseguire politiche solide volte ad alimentare una crescita sostenibile e bilanciata e a sostenere un ordinato aggiustamento degli squilibri globali”, si legge ancora. Per squilibri globali si intende di consueto l’eccessivo deficit commerciale e delle partite correnti di Paesi come gli Stati Uniti e i paralleli avanzi in altri Paesi.
Il documento fa, infine, riferimento nuovamente alla necessità di superare l’impasse nelle negoziazioni sul libero commercio a livello mondiale note come Doha round, dal nome della capitale del Qatar dove hanno avuto inizio nel 2001.
“Crediamo fermamente che tutti i partecipanti abbiano la responsabilità di garantire il successo delle negoziazioni di Doha, dal momento che rafforzerebbero la crescita globale riducendo la povertà”, scrive il G8. “Dovremmo sforzarci di arrivare a un’intesa sulle modalità core (essenziali, ndr) al più presto e questo richiederà ulteriore flessibilità e maggiori concessioni da parte di tutti. E’ necessario arrivare a un accordo ambizioso ed equilibrato, che porti benefici economici a tutte le parti”, conclude.
Di tutt’altro avviso il Fmi. Le turbolenze dei mercati finanziari potrebbero intaccare l’espansione della crescita economica globale e il Fondo Monetario Internazionale teme che eventi come la crisi dei mutui Usa possa trasferirsi anche in altri settori. Lo ha detto ieri il capo del Fmi, Rodrigo de Rato. “I fondamentali economici internazionali sono forti e sostenuti da parecchi anni di crescita robusta”, afferma de Rato in una conferenza a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. “Tuttavia ci sono state recentemente alcune turbolenze nei mercati finanziari, che potrebbero portare implicazioni nell’economia globale”, sottolinea.
“C’è stata un’accelerazione nella globalizzazione delle istituzioni finanziarie negli ultimi anni. Mentre ciò contribuisce alla stabilità della singola istituzione, potrebbe presentare un potenziale rischio di contagio per via dei legami tra mercati e attività”, aggiunge. Un rischio chiave è stato l’aumento delle insolvenze nel mercato dei mutui subprime (ad alto rischio in quanto concessi alle categorie svantaggiate, ndr) negli Stati Uniti quest’anno. “C’è il timore che il deterioramento della qualità del credito sul mercato dei mutui subprime negli Usa possa allargarsi ad altri settori dell’economia”, conclude de Rato.
Intanto le compravendite di attività in dollari (azioni, titoli del Tesoro, obbligazioni) da parte di investitori esteri a marzo hanno segnato un rialzo inferiore alle previsioni, registrando un saldo positivo per 67,6 miliardi di dollari da 58,1 del mese prima. Gli economisti si attendevano un surplus a 71 miliardi. La statistica è molto seguita dal mercato dei cambi, tenuto conto della necessità degli Usa di finanziare il pesante deficit dei conti con l’estero.