Mondo, G10: Rischi da petrolio e protezionismo

8 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

La crescita dell’economia su scala globale si conferma “estremamente incoraggiante”, ma non bisogna cedere all’indulgenza e all’autocompiacimento, perché rimangono ancora rischi legati al protezionismo, ai prezzi del petrolio e delle commodity e alla possibilità che gli investitori non percepiscano a pieno i pericoli di possibili correzioni sui mercati finanziari. E’ il parere espresso dal numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, nelle vesti di presidente dei banchieri centrali del G10, incontratisi ieri presso la Banca dei regolamenti internazionali a Basilea, in Svizzera.
“Viviamo un momento dell’economia globale che è estremamente incoraggiante. Ma per le Banche centrali non è ancora tempo per l’autocompiacimento”, perché, spiega, “la continua salvaguardia della stabilità dei prezzi è certamente una pre-condizione necessaria per avere una crescita globale continuata e sostenibile”. Una crescita che coinvolge tutto il pianeta, anche se gli Usa sono momentaneamente in secondo piano rispetto a Europa e Asia, in particolare il Giappone. L’importante, secondo Trichet, è però che “tutte le parti stanno crescendo. Non c’è una parte che non cresce” e ciò permette “una specie di riallineamento della crescita”, a sua volta consentendo “di continuare ad avere un livello di sviluppo incoraggiante a livello globale”.
Un quadro più che positivo, quindi, confermato anche dalla “dimostrazione di resistenza” mostrata dall’economia e dalla finanza globale “nell’assorbimento” delle “turbolenze osservate mesi fa in diversi mercati”. In particolare, Trichet spiega come i banchieri centrali, fra cui anche il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, si sono soffermati sui motivi alla base di quanto successo, soprattutto sui mercati azionari: “Sicuramente c’è l’andamento positivo dell’economia reale, ma anche le attese sugli utili sono abbastanza positive”. E’ quindi evidente che, sottolinea, “ci sono elementi razionali dietro a ciò che sta succedendo sui mercati”.
Rimane però il pericolo che gli operatori sottostimino i problemi che potrebbero derivare da “correzioni disordinate a possibili sottovalutazioni dei rischi” presenti sul mercato, come testimoniato dagli attuali “bassi livelli di volatilità, di premio per il rischio e di spread” sui tassi di interesse a lungo termine. Non sembra invece preoccupare i banchieri centrali la recente forza dell’euro rispetto al dollaro: “Non abbiamo discusso delle relazioni” fra le due valute, afferma Trichet, così come non è stato oggetto di discussioni del G10 la vittoria di Nicolas Sarkozy alle presidenziali francesi. Da presidente della Bce, il banchiere francese si dice però “soddisfatto” che il prossimo presidente dell’Eliseo non abbia chiesto un cambiamento delle regole del Trattato sull’Unione Economica e Monetaria, che disciplina anche l’Istituto di Francoforte.