Mondo: Fiat rompe l’asse con la cinese Nac

19 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

Sembra ormai sempre più vicina la rottura della joint venture tra la Fiat e la cinese Nanjing Automobile Corporation (Nac), dopo che la compagnia asiatica non ha rispettato gli impegni sull’investimento nel progetto. Lo scrive il Shanghai Securities News. L’articolo, riportato da Bloomberg News, cita il presidente di Fiat China, Franco Amedei, secondo il quale “il ritardo negli investimenti comuni e l’inattività di Nac sono stati intollerabili” per il gruppo di Torino. Il Shanghai Securities ricorda inoltre che è stato lo stesso amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ad affermare che il Lingotto non avrebbe messo in produzione nuovi modelli alla joint venture Nanjing Fiat, nata nel 1999 dalla collaborazione tra Torino e la Nac.
Fiat ha programmato un investimento di 500 milioni di euro in cinque anni nella joint venture con lo scopo di raggiungere in Cina il target di vendita di 300mila vetture. Ma Najing Fiat ha venduto lo scorso anno poco più di 30mila veicoli e Nac, concentrata a sviluppare i propri marchi (tra cui Mg Rover), non sembra avere alcuna intenzione di investire ulteriormente nel progetto. Il giornale riprende infine le voci, già circolate a inizio anno, di un interesse di Fiat a una nuova partnership con il cinese Chery.
Fiat sta pensando intanto a una nuova fabbrica in Brasile, avendo quasi raggiunto la capacità massima di produzione nel maxi-impianto di Betim, alle porte di Belo Horizonte. Il limite della fabbricazione di vicoli a Betim è di 700mila all’anno. La Fiat brasiliana fa i salti mortali per adeguarsi all’estendersi spettacolare del mercato brasiliano, completando le 24 ore con tre turni e trasferendo delle catene di montaggio a Cordoba, in Argentina. “Ma il mercato continua a crescere a un ritmo accelerato – dice Cledorvino Belini, presidente di Fiat Automoveis – e dobbiamo cercare altre alternative”. Una nuova fabbrica sarebbe in trattativa con lo stato di Minas Gerais, in cui sorge Belo Horizonte. Belini conta di includere i finanziamenti necessari per il nuovo impianto negli investimenti della casa madre in Brasile per il triennio 2009-2011. “Assieme all’Argentina la capacità produttiva della Fiat in America Latina arriverà a un milione di veicoli all’anno”, continua Belini. La fabbrica di Cordoba, dopo essere rimasta disattivata per cinque anni, riprenderà a gennaio dell’anno prossimo la produzione del Siena, il tre volumi della famiglia Palio e dopo costruirà una pick-up in joint-venture con la casa indiana Tata.
Il Brasile ha un mercato interno che è in crescita per il quarto anno consecutivo. L’industria automobilistica brasiliana opera oggi con l’80 per cento della sua capacità installata, il più alto livello degli ultimi dieci anni. La previsione è di giungere alla fine del 2007 a una produzione di 2,8 milioni di auto. Insieme, le fabbriche installate in Brasile sono in condizione di fabbricare 3,5 milioni di veicoli. Ma la Fiat, che è leader di mercato, sta quasi al limite della sua capacità produttiva.
Intanto mentre Marchionne diventa il secondo miglior amministratore della Svizzera, alle spalle di Marcel Ospel, presidente del consiglio di amministrazione di Ubs, secondo un sondaggio condotto da Knight Gianella su 157 esperti, Fitch ha elevato ieri il rating del credito a lungo termine di Fiat a BBB- da BB. L’outlook è stabile. Il rating del credito a breve è stato elevato a F3 da B. Lo si legge in una nota. L’innalzamento di due notch riporta il rating a investment grade. “Il rialzo riflette il miglioramento strutturale nel profilo di credito negli ultimi due anni”, dice Emmanuel Bulle, direttore di Fitch Europe’s Corporates Group. “Un coerente miglioramento in particolare in Fiat auto e una continua positiva tendenza mostrata dal gruppo in altre divisioni principali hanno reso Fiat in grado di migliorare materialmente il suo profilo finanziario”.