Mondo, Edile: made in Italy, contratti per 14 mld

24 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Le imprese di costruzioni italiane, quelle medio-piccole in particolare, stanno conoscendo una notevole espansione sui mercati esteri, una tendenza che rappresenta un’assoluta novità. A segnalarlo è il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti. “I contratti firmati all’estero nel 2005 hanno raggiunto un valore complessivo pari a 14 miliardi di euro – rivela Buzzetti nel corso della presentazione dell’Osservatorio congiunturale del settore – e le aziende sono impegnate soprattutto in interventi di riqualificazione urbana e realizzazione di infrastrutture. Le aree maggiormente interessate sono l’Europa dell’Est, gli Emirati Arabi e alcuni Paesi africani”. Su questo aspetto, che segna un’assoluta novità, l’Ance sta studiando misure finalizzate a sostenerne la spinta. Nel complesso, l’andamento del settore è positivo: il 2006 segna l’ottavo anno positivo consecutivo per l’edilizia.
Gli investimenti in costruzioni crescono dell’1,1 per cento (meglio del 2005 quando è pari allo 0,5 per cento) e toccano quota 144 miliardi di euro.
“Le costruzioni si confermano uno dei settori portanti dell’economia italiana, capace di offrire un rilevante contributo alla produzione e all’occupazione del Paese”, afferma Buzzetti. Gli investimenti in costruzioni, che rappresentano il 9,7 per cento del Pil, dal 1998 al 2006 aumentano del 23,8 per cento in termini reali a fronte di una crescita del Pil del 10,7 per cento. Un effetto-traino evidente anche a livello occupazionale. Nelle costruzioni lavorano 1.913.000 persone che costituiscono il 27,6 per cento degli occupati dell’industria e l’8,5 per cento degli occupati in tutti i settori economici. Negli ultimi otto anni, mentre l’occupazione nel suo complesso fa registrare un incremento del 12,5 per cento, gli addetti delle costruzioni crescono del 29,4 per cento. “Un risultato significativo, che non trova riscontro in nessun altro settore di attività economica: l’aumento di addetti registrato nel settore dei servizi è stato del 17,9 per cento, mentre l’industria in senso stretto ha segnato una diminuzione dello 0,8 per cento degli occupati e l’agricoltura ha perso il 12,1 per cento degli addetti”, sottolinea il presidente Ance. Inoltre, i dati dell’Osservatorio registrano una contestuale riduzione dell’incidenza del lavoro sommerso nel settore. Il tasso di irregolarità nelle costruzioni, che nel 1998 è del 16,5 per cento, scende nel 2004 al 12,4 per cento, risultando inferiore a quello del totale dei settori economici (13,4 per cento).