Mondo: Commercio, sale export Made in Italy

18 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

L’export italiano si risveglia e i segnali cominciano a farsi vedere, al punto che proprio le esportazioni, secondo il ministro del Commercio internazionale, Emma Bonino, stanno diventando il “fattore trainante” della ripresa dell’economia.
A febbraio la bilancia commerciale italiana è rimasta ancora in profondo rosso, come sempre appesantita dall’handicap energetico, ma il deficit si è ridotto a 1,8 miliardi di euro dai quasi 3 miliardi di febbraio 2007. A migliorare è stato soprattutto l’interscambio con l’Unione europea, con la quale l’Italia ha segnato un passivo di appena 88 milioni di euro dai 401 milioni di rosso del 2006.
Nonostante il peso ancora enorme dell’import di minerali energetici, è migliorato anche il saldo energetico: petrolio e gas naturale che, solitamente, giocano un ruolo decisivo nell’affossare la bilancia commerciale italiana, sono infatti risultati meno determinanti. Complice l’inverno particolarmente mite di quest’anno, le importazioni di greggio, rileva l’Istat, sono diminuite a febbraio del 10,7 per cento e quelle di metano del 4,2 per cento. Tra gennaio e febbraio, il peso delle due materie prime sul totale dell’import è così sceso al 14,3 per cento dal 16,5 per cento del 2006.
Ciò non toglie che, al netto dei minerali energetici il saldo è risultato positivo per 2,7 miliardi, mentre il deficit totale accumulato nei due mesi è stato di 5,5 miliardi.
Oltre che da un calo dell’import energetico, febbraio è stato caratterizzato, più in generale, dal buon andamento delle esportazioni. L’export è cresciuto del 12,9 per cento a livello internazionale e del 12,1 per cento verso l’Ue, superando in entrambi i casi il ritmo di crescita dell’import (più 7,4 per cento dal mondo, più 9,9 per cento dall’Ue).
Il made in Italy sta, insomma, dando segnali di ripresa. Il ministro Bonino sottolinea, in particolare, il saldo attivo per i manufatti sia a febbraio (460 milioni) sia nel primo bimestre 2007 (1,6 miliardi), “con un contributo assai positivo del surplus delle cosiddette 4A (abbigliamento-moda, arredo-casa, automazione-meccanica, alimentari bevande) che è risultato superiore ai 5 miliardi di euro nel primo bimestre”.
“Il sensibile aumento delle esportazioni registrato nel 2006 stia continuando e accelerando nel 2007”, sottolinea da parte sua Assocamerestero. Incrementi nettamente superiori allo scorso anno, rileva l’associazione, si registrano verso i principali mercati (Germania, Francia, Spagna e Regno Unito), ma anche verso l’ex Europa comunista.
L’occasione non va quindi perduta, ammonisce Confesercenti, che richiama il Governo a utilizzare nel migliore dei modi il “tesoretto fiscale”, destinandolo al sostegno della crescita e delle Pmi.
Intanto le esportazioni dei Paesi del G7 sono cresciute nell’ultimo trimestre del 2006 dell’un per cento in volume rispetto al terzo trimestre. Allo stesso periodo quelle italiane hanno quasi triplicato la media (più 2,7 per cento). E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto Ocse sul commercio estero internazionale.