Mondo: Commercio in crescita fino al 2007

8 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il commercio mondiale nei prossimi due anni crescerà in media del 6 per cento: un andamento che offrirà buone prospettive alle imprese esportatrici italiane.
È quanto emerge dal rapporto Ice-Prometeia secondo il quale, per sfruttare appieno questo andamento il “Sistema Italia” dovrà da un lato, creare le condizioni affinch‚ le aziende riqualifichino la loro offerta rendendola pi— competitiva e, dall’altro, agevolare un accesso pi— duraturo ai nuovi mercati. Il 2006, evidenzia il rapporto, “secondo le stime dovrebbe chiudersi con un’accelerazione del tasso di crescita del commercio mondiale a prezzi costanti, che nella media dell’anno potrebbe risultare tra i pi— elevati del nuovo decennio. Pare quindi ridimensionato l’impatto del rallentamento del 2005.
Per il 2007 vi sono timori di un rallentamento della domanda in alcuni importanti mercati mondiali, Stati Uniti e Germania in primis, che potrebbe riflettersi in una moderata decelerazione del ritmo di crescita del commercio mondiale nel prossimo anno, per poi tornare prontamente su di un cammino di leggera accelerazione.
Complessivamente, il quinquennio 2004-’08 risulterà caratterizzato da un’evoluzione del commercio mondiale che non trova precedenti, per intensità e continuità, in tutta la storia degli ultimi 30 anni, con tassi di crescita medi annui degli scambi a prezzi costanti prossimi alle due cifre.
Dal 2007, inoltre, l’apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro e il progressivo rientro dei corsi delle materie prime eserciteranno un ulteriore effetto di contenimento sui prezzi”.
Secondo Ice-Prometeia, quindi “dalla combinazione delle evoluzioni attese per quantità e prezzi si ricava una previsione per l’andamento del commercio mondiale in euro correnti sostanzialmente positiva, prossimo al 6 per cento nella media del biennio 2007-’08, che potrà offrire buone opportunità di crescita alle imprese esportatrici italiane”.
“In questo contesto internazionale – evidenzia il rapporto – il manifatturiero italiano, specializzato in settori caratterizzati dalla progressiva concentrazione produttiva nei paesi emergenti e da una dimensione media delle imprese non in grado di sfruttare adeguatamente i miglioramenti nell’ICT ha fatto segnare un progressivo arretramento delle quote sul commercio mondiale dal 2001, sia in valore (con pi— forza dal 2003) che in quantità. Tuttavia, non tutti i settori sono apparsi in difficoltà, a dimostrazione di una vitalità del tessuto produttivo e di capacità nel fornire risposte adeguate alle nuove sfide competitive”.