Mondo: Cina-Africa, oggi il vertice a Pechino

3 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Alla vigilia dal vertice di Pechino con i rappresentanti di oltre 40 Paesi africani, il Governo cinese difende i rapporti economici stretti nel continente africano e respinge l’accusa mossa dal presidente della Banca Mondiale, Paul Wolfowitz, di ignorare i diritti umani e il rispetto per l’ambiente nel suo corteggiamento all’Africa. Pechino fa sapere che tutti i 48 Paesi invitati nella capitale cinese per il vertice fissato fino al 6 novembre accettano di inviare propri rappresentanti. Molti fanno sapere che sarà lo stesso capo di Stato a partecipare al summit. Il Governo cinese precisa che gli altri cinque Paesi africani che riconoscono Taiwan (Burkina Faso, Swaziland, Malawi, Gambia e Sao Tome e Principe) sono invitati a inviare un proprio osservatore. Il vertice “avrà un’importante e duratura influenza sullo sviluppo a lungo termine delle relazioni tra Cina e Africa”, spiega il vice ministro cinese per il Commercio, Wei Jianguo. Pechino adotterà “una nuova serie di passi e misure per rafforzare lo sviluppo economico e sociale sia della Cina che dell’Africa”, aggiunge. Il vice ministro precisa poi che parallelamente al vertice dei rappresentanti di Governo si terrà una conferenza di 1.500 imprenditori di entrambe le parti, allo scopo di concentrare la propria attenzione sulla cooperazione nei settori dell’agricoltura, dei progetti idrici, dell’edilizia, dell’energia, dei trasporti e della farmaceutica. Stando a quanto riportato ieri dal Financial Times, la Cina investe lo scorso anno nel continente africano 6,7 miliardi di dollari, circa il 10 per cento dei suoi investimenti all’estero. Finanzia inoltre la costruzione di porti, ferrovie e altri progetti di infrastrutture. L’impatto maggiore si ha nell’interscambio commerciale, passato dal 2000 a oggi da circa 10 a 50 miliardi di dollari. Il punto di partenza di questa crescita esponenziale dei rapporti commerciali tra le due parti risale all’ottobre del 2000, quando a Pechino il ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale cinese incontra i suoi omologhi di 44 Paesi africani, dando così vita al Forum sulla cooperazione Cina-Africa allo scopo di favorire accordi commerciali, militari e di sviluppo, oltre agli aiuti e a prestiti a tasso agevolato. Da allora, Pechino cancella i dazi su 190 tipologie di prodotti di importazione in arrivo sul suo mercato interno da 28 Paesi africani meno sviluppati, mentre i manufatti cinesi, a basso prezzo, invadono il mercato africano. Il sottosegretario agli Esteri, Zhai Jun, respinge le accuse mosse da Wolfowitz a Pechino per aver stretto rapporti con Paesi finiti sotto accusa per violazioni ai diritti umani e per il mancato rispetto degli standard di tutela ambientale. “Non accettiamo tale genere di critiche – dice Zhai – quando sviluppiamo rapporti commerciali ed economici con i Paesi africani, noi pensiamo di poter sostenere lo sviluppo economico locale e aiutare a migliorare gli standard di vita e portare benefici tangibili alla popolazione”. La Cina ritiene che nessun Governo “dovrebbe interferire con gli altri sul rispetto dei diritti umani e gli affari interni”, aggiunge. Tuttavia, lo stesso Zhan fa sapere che la dirigenza cinese incontrerà in separata sede il presidente sudanese, Omar al Bashir, per discutere la vicenda del Darfur, dove è in corso da tre anni una guerra civile e il rispetto dei diritti umani.