Mondo: Cina-Africa, accordi per 1,9 mld $

7 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Quattordici accordi commerciali del valore di 1,9 miliardi di dollari. È il principale risultato raggiunto tra i rappresenti cinesi e africani nel corso del summit avvenuto lo scorso fine settimana a Pechino. Si tratta di un vertice di fondamentale importanza per il Governo cinese, che negli ultimi anni avvia una vera e propria attività di neo-colonizzazione nel territorio africano, particolarmente ricco di materie prime, dove la presenza delle grandi “corporation” occidentali è bassa a causa delle instabilità politiche (come in Angola) oppure delle politiche anti terrorismo (come in Sudan).
Questo “buco” lasciato dall’Occidente, è così colmato da Pechino, che ripaga l’approviggionamento di “commodities” non solo con investimenti mirati, ma con ingenti piani di spesa nelle infrastrutture, come strade, ponti, scuole e ospedali, che spingono i Governi locali a prediligere la formula cinese a quella occidentale.
Ecco dunque che, accanto ai quattordici contratti di partnership siglati due giorni fa (che includono la costruzione della rete telefonica in Ghana, di uno stabilimento siderurghico in Egitto e un’autostrada in Nigeria), Pechino, per bocca del presidente Hu Jintao, promette lo stanziamento di 5 miliardi di finanziamenti da spalmare nei prossimi tre anni, offrendo anche il suo aiuto per cancellare parte del debito africano nei suoi confronti.
“In questa nuova fase storica Cina e Africa condividono interessi e bisogni sempre più comuni”, dichiara Jintao. A testimonianza del mutuo interesse, giungono le cifre sull’interscambio commerciale sino-africano, che a fine anno toccherà i 50 miliardi di dollari, in crescita del 30 per cento rispetto al 2005.
Il core business della cooperazione è dunque concentrato sulle materie prime. Tanto per dare un’idea della dinamiche in atto, quest’anno l’Angola sorpasserà l’Arabia Saudita come il principale fornitore di greggio della Cina. Ma il legame Cina-Africa è ampio e comprende molti settori industriali.
La compagnia di stato cinese China Civil Engineering Construction la scorsa settimana sigla un accordo per la costruzione di una rete ferroviaria che collegherà le due città nigeriane di Lagos e Kan: si tratta del più grande progetto di ingegneria mai realizzato in Africa da parte di un investitore internazionale. “Gli investimenti cinesi sono per noi cruciali perché dopo la guerra civile è stato distrutto tutto quanto”, afferma il ministro degli Esteri della Liberia, George Wallace.
La luna di miele tra Pechino e Paesi africani non è però immune da momenti di tensione. Lo scorso settembre la “colonizzazione” cinese è una tematica chiave nella campagna elettorale in Zambia, dopo che i lavoratori di una miniera di rame controllata dai cinesi iniziano a protestare contro i bassi salari e le precarie condizioni di lavoro. In Sudafrica, invece, la lobby tessile chiede al Governo di calmierare le importazioni cinesi per impedire la perdita di migliaia di posti di lavoro.