Mondo: Assocamerestero, Est più conveniente

30 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Investire nell’Europa dell’Est, Romania in primis, ma anche in Nord Africa e in Cina. Queste le aree che permettono di risparmiare sui fattori produttivi. In Europa occidentale è invece la Spagna il Paese più conveniente per chi vuole creare un’impresa, mentre i nostri principali concorrenti, ovvero Germania, Regno Unito e Francia, appaiono meno competitivi. Lo si legge in un’indagine di Assocamerestero che, nei 48 Paesi di presenza delle Camere di commercio italiane all’estero, prende in esame, nei primi otto mesi del 2006, i seguenti costi: manodopera, elettricità, prodotti petroliferi.
Per Assocamerestero, il recente ingresso di Bulgaria e Romania nell’Unione europea rende questi Paesi molto attrattivi per gli investimenti, considerando anche il buon rapporto costo/qualità della manodopera, che però sembra già procedere verso un graduale riallineamento con le medie europee. Un operaio specializzato oggi viene a costare fino a 400 euro al mese in Romania e 350 in Bulgaria, in Cina 245. Costi in media cinque volte inferiori all’Italia, dove questa figura viene pagata 1.600 euro circa, contro i 1.200 euro della Spagna.
Anche i livelli medio-alti e alti permettono a un’impresa di risparmiare. Un quadro in Bulgaria costa 400 euro, 800 in Repubblica Slovacca, 900 in Romania. In Cina al massimo 443 euro. Nulla se confrontato ai quattromila euro di costo di un quadro in Germania e ai 3.500 in Italia e ai quasi 3.900 in Francia.
Buone possibilità per investire si trovano in Tunisia e Marocco, dove un operaio specializzato percepisce al massimo 360 euro, in Ecuador e in Paraguay dove si spende al massimo 250 euro. Gli Usa invece dimostrano di avere un costo del lavoro molto alto, con un operaio specializzato che arriva a guadagnare 3.500 euro al mese.
Altro fattore molto importante per un’impresa è il costo dell’elettricità. Anche qui i Paesi dell’Europa dell’Est sono concorrenziali. In Bulgaria il costo per chilowattora di un’utenza commerciale varia da un minimo di 0,028 euro a un massimo di 0,074, in Slovacchia raggiunge un massimo di 0,11, in Romania 0,24. Prezzi simili si trovano in Olanda (0,07 euro) e in Spagna (0,087), mentre in Germania e in Gran Bretagna arriviamo a un massimo a 0,17 e 0,12 euro per chilowattora. In Italia il costo è di 0,3 euro per chilowattora per le utenze di media tensione e alta tensione. Nel resto del mondo, prezzi competitivi li troviamo in Venezuela con al massimo 0,019 euro e in Brasile con 0,1 euro. L’elettricità viene fatta pagare molto invece negli Usa (0,38 euro).
I prodotti petroliferi, benzina e gasolio, hanno costi particolarmente ridotti in Russia, con 0,35 euro al litro per il gasolio, e in Venezuela, dove la benzina può arrivare a costare al massimo 0,034 euro. In realtà, i prodotti petroliferi sembrano avere un impatto particolarmente ridotto sulla produzione anche in tutta l’America del Sud e nel Nord Africa, con un picco particolarmente basso in Egitto e Israele dove il gasolio costa solo 0,13 euro al litro. I prezzi più alti li troviamo in Turchia con 1,7 euro al litro per la benzina e in Gran Bretagna per il gasolio (1,45 euro). Il gasolio in Italia, nei primi otto mesi dell’anno ha avuto un costo medio di 1,18 euro e la benzina di 1,31 euro.