Mondo: Allarme liquidità, economia a rischio

16 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il membro italiano del direttivo della Banca centrale europea (Bce), Lorenzo Bini Smaghi, mette in guardia dall’ampia liquidità presente attualmente sui mercati finanziari. “Il rischio è che la liquidità possa esaurirsi rapidamente, con la conseguenza di bruschi adattamenti dei prezzi”, dichiara l’economista ai giornalisti di Francoforte, facendo riferimento alla volatilità attuale dei mercati finanziari internazionali.
Il membro del direttivo della Bce fa inoltre riferimento all’eventualità che in Paesi come la Cina si possa registrare un rallentamento della crescita o avere una crisi finanziaria: in tal caso sarebbero gettati grossi capitali sul mercato e, a suo avviso, le conseguenze di un raffreddamento congiunturale in Asia potrebbero essere per Eurolandia più gravi di una recessione negli Stati Uniti.
A giudizio di Bini Smaghi occorre considerare, infatti, non solo che le esportazioni dei Paesi europei in Asia nel frattempo sono maggiori che negli Usa, ma anche che gli stessi Paesi asiatici sono esportatori di capitali. In caso di crisi, tali capitali verrebbero ritirati dai mercati europei con conseguenze sui tassi d’interesse; inoltre, precisato Bini Smaghi, “in una tale situazione i Paesi asiatici si vedrebbero costretti a vendere le loro riserve e ciò avrebbe anche ripercussioni sull’aumento dei tassi in Europa”. L’attuale politica monetaria della Bce, dopo sette rialzi consecutivi, dal dicembre 2005, dei tassi per complessivi 175 punti base, viene definita da Bini Smaghi più rigorosa: “Noi siamo meno accomodanti di un anno fa”, afferma, ma se tale misure non fossero state prese, a suo avviso, “l’inflazione sarebbe ora certamente più elevata”.
Quanto al futuro, secondo le dichiarazioni del membro del direttivo della Bce, occorrerà osservare gli sviluppi: “Dovremo aspettare per vedere se l’economia nella zona dell’euro si svilupperà in misura maggiore del suo potenziale”. Bini Smaghi sottolinea che attualmente la Bce non vede la necessità di praticare una politica monetaria per stimolare la congiuntura.
Secondo il governatore della Banca centrale del Giappone, Toshihiko Fukui, i mercati finanziari si stanno “assestando” dopo che lo scorso mese il G7 mette in guardia sui rischi delle scommesse di “sola andata” sulla valuta giapponese. Il governatore in Parlamento a Tokyo dice che non pensa che la recente correzione dei mercati sia collegata alla decisione della Bank of Japan (Boj) di aumentare i tassi di interesse. “Non penso – spiega – che l’ultimo rialzo dei tassi di interesse della Boj sia direttamente collegato ai recenti aggiustamenti di prezzo delle azioni. Noi speriamo – aggiunge – che i mercati siano in grado di assorbire autonomamente lo shock senza colpire l’economia reale e continueremo a monitorare gli sviluppi”. L’indice azionario della Borsa di Tokyo, il Nikkei 225, perde il 2,12 per cento dall’inizio dell’anno. La Banca del Giappone aumenta i tassi d’interesse di un quarto di punto allo 0,5 per cento, il massimo da dieci anni, lo scorso 21 febbraio.