Mondiali: l’Italia a casa. Prandelli ha dato le dimissioni

24 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

NATAL (WSI) – Uruguay vince 1 a 0. Una bruttissima partita, l’Italia esce dal Mondiale brasiliano. Espulso Marchisio, in 10 per ultima mezz’ora secondo tempo. Suarez morde Chiellini. Prandelli fa capire in diretta TV che sta valutando se dimettersi da CT della Nazionale. Cosa che poi ha annunciato formalmente durante la conferenza stampa, dicendo: “Ho rassegnato le dimissioni alla Federcalcio”.

«Mi assumo tutte le responsabilità del progetto tecnico». Questo il commento di Cesare Prandelli dopo l’eliminazione dell’Italia ai mondiali. “Per cui ho presentato le mie dimissioni”.

La World Cup degli azzurri finisce con il k.o. contro la Celeste, che fa festa con il gol di Godin, a segno all’81’, e conquista la qualificazione agli ottavi di finale. Nello spareggio del Gruppo D, il bunker tricolore regge fino a quando il difensore dell’Atletico Madrid azzecca il colpo di testa perfetto: Buffon alza bandiera bianca, l’Italia di Prandelli fa mestamente le valigie.

Il fallimento matura al termine di un match che la Nazionale, al di là dell’impiego di Balotelli e Immobile, gioca con un progetto chiaro sin dall’inizio: fare muro per difendere il pareggio che vale il passaggio del turno. Cavani e Suarez sono sorvegliati speciali, come dimostrano i due interventi robusti con cui la difesa azzurra si presenta. L’Italia in avvio bada soprattutto a chiudere gli spazi e si affaccia nella metà campo avversaria al 12′ con una punizione insidiosa di Pirlo.

Il centrocampista calcia da 30 metri abbondanti, Muslera devia in corner con un intervento incerto. L’Uruguay non pressa, il centrocampo tricolore è libero di palleggiare ad un ritmo blando: per Balotelli e Immobile, però, zero suggerimenti. L’attaccante del Milan, impalpabile o quasi, guadagna un posto nella cronaca solo con l’ammonizione rimediata al 22′ per un intervento scomposto su Pereira.

Meglio dimenticare la conclusione che, al 27′, la punta prova dalla distanza: la mira non c’è, Muslera guarda. Poco dopo si fa vivo Immobile con una girata al volo, ma il risultato non è migliore. In un pomeriggio senza squilli si fa apprezzare soprattutto Verratti, capace di coprire e cucire il gioco. Al 32′, il match si infiamma con la doppia chance per l’Uruguay.

Suarez si infila in area a sinistra, Buffon chiude in uscita e poi respinge il tap-in di Lodeiro, cancellando la migliore occasione della prima frazione. L’Italia a due punte dura 45 minuti, perché all’intervallo Prandelli toglie Balotelli e inserisce Parolo. Il nuovo entrato prova a dare sostegno al sempre più solo Immobile, ma l’attacco azzurro rimane un fantasma. L’Uruguay sonnecchia per quasi un quarto d’ora, poi cerca l’accelerazione con Rodriguez: l’esterno ha una palla d’oro, ma ciabatta il diagonale mancino al 58′.

Il copione cambia pochi secondi dopo, quando l’arbitro Moreno giudica da espulsione un intervento di Marchisio su Arevalo: i tacchetti dell’azzurro finiscono sul polpaccio dell’avversario, il direttore di gara estrae il cartellino rosso e l’Italia si ritrova in 10 per l’ultima mezz’ora. L’Uruguay fatica a creare, ma al 65′ va vicinissimo al gol.

Un rimpallo libera Suarez, che trova il tempo per la conclusione di punta: Buffon è perfetto e salva. I crampi fermano Immobile e dal 71′ il terminale offensivo della Nazionale diventa Cassano. Problemi muscolari mettono k.o. anche Verratti e nell’ultimo quarto d’ora c’è spazio anche per Thiago Motta.

Nell’area azzurra, al 79′, scintille tra Chiellini e Suarez. Il difensore della Juventus si lamenta per un presunto morso di Suarez e replica sbracciando. L’equilibrio salta all’81’, quando Godin decolla sul corner da destra: Buffon battuto, 1-0 per l’Uruguay. L’Italia prova a reagire, ma spaventa Muslera solo con una punizione di Pirlo. Il disperato assalto finale produce un paio di cross, ma non c’è nemmeno l’ombra di un tiro. L’Uruguay vince e avanza, l’Italia perde e torna a casa.