Mondiale, la prima vittoria dell’Italia fa bene all’economia

15 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

MANAUS (WSI) – Possiamo aprire un dibattito ma appare ovvio quel che John Maynard Keynes non avrebbe potuto certo capire, ai suoi tempi: una vittoria come quella di ieri notte a Manaus, dove l’Italia ha battuto l’Inghilterra in una bella partita – sul piano tecnico e fisico gran gioco di una squadra campione – ha effetti psicologici positivi di stimolo che, direttamente o indirettamente (anche se pseudo-colti e snob lo rifiutano) tracimano sull’economia complessiva del paese con un effetto pari a un calo dei tassi, delle tasse, o 80 euro per tutti i 60 milioni di italiani.

Assurdo? Non tanto, in questo mondo economico in cui percezione e psicologia delle masse equivalgono a punti di Pil. E la riprova e’ semplice: pensate a come ci saremmo sentiti oggi collettivamente, come paese, che frustrazione e negativita’ ci sarebbe stata in giro, se il risultato fosse stato una sconfitta e l’Inghilterra ci avesse battuto.

Si’, anche il calcio Mondiale in Brasile aiuta l’Italia, se non e’ distrazione e fuga ma impegno, motivazione, preparazione, tecnica, merito, buona forma, competitivita’, voglia di vincere. ‘Panem et circenses’ in versione keynesiana. O no?

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15 milioni di italiani in Tv in piena notte

A guardare la partita in tv, su Rai1, Rai Sport1 e Sky, sono stati 15 milioni e 270mila italiani, pari a una share dell’82%. La parte del leone è andata a Rai1 con 12 milioni 770mila spettatori e una share del 70,5%. Numeri decisamente molto alti, considerato che la partita è iniziata a mezzanotte e si è conclusa poco prima delle due di notte.

L’articolo di cronaca qui sotto e’ di Stefano Cantalupi, da Gazzetta.it

MANAUS (BRASILE) – Più forti della sfortuna, dell’emozione da debutto, dello scetticismo, di tutto: Manaus doveva essere un inferno per l’Italia, invece la Nazionale di Prandelli esordisce nel Mondiale con un 2-1 sull’Inghilterra che vale l’anticamera del paradiso. E’ presto per illudersi, siamo solo all’inizio, ma l’infortunio di capitan Buffon aveva lasciato un bel po’ di musi lunghi nella carovana azzurra: spazzati via da una grande prestazione, dopo una partita equilibrata e piena di occasioni, che alla fine premia il coraggio di chi cerca sempre di fare gioco. Nelle amichevoli la Nazionale non brilla, ma nelle partite ufficiali non sbaglia quasi mai. Un motivo ci sarà.

C’E’ STERLING — L’Italia all’Arena Amazonia è quella annunciata, con Chiellini a sinistra e Paletta al centro della difesa. Nell’Inghilterra alla fine c’è Sterling e non Lallana, ma il piccolo fenomeno del Liverpool si posiziona alle spalle di Sturridge, con Welbeck a destra e Rooney sul lato opposto. La mossa di Hodgson dovrebbe spaventare Darmian, che invece non trema nemmeno un po’. E galoppa, sfruttando la scarsa propensione di “Wazza” al contenimento in fascia. La migliore tra le incursioni dell’esterno granata trova Balotelli finalmente in grado di eludere la guardia di Jagielka e Cahill, ma la deviazione di testa non arriva. E’ il primo acuto azzurro dopo cinque pericoli inglesi: due missili di Sturridge e Henderson, un cross rasoterra velenosissimo di Sterling e due interventi alla disperata di Barzagli, che copre le lacune dell’impacciato e lento Paletta, a costo di rischiare l’autogol.

BOTTA E RISPOSTA — Detta così, sembrerebbe che l’Italia venga dominata. Invece no, tutt’altro. Le insidie nascono da ripartenze avversarie, inevitabili quando si cerca di costruire una manovra. Il doppio playmaker funziona, Pirlo e Verratti si cercano, dalla parte di Candreva e Darmian riusciamo ad allargare il gioco. Manca un po’ di aiuto a Balotelli in area, ma abbiamo alternative. E così, quando Verratti corre a raccogliere un corner corto e Pirlo fa velo sul suo passaggio, Marchisio si ritrova metri liberi per caricare il destro dai venti metri. Gol! Rasoterra su cui Hart non arriva. Ma non c’è nemmeno tempo di festeggiare: passano due minuti e un pallone perso malamente finisce a Sterling, che mette in partita Rooney, sul cui cross Sturridge si avventa come un centometrista per l’1-1. Pausa per l’infortunio del fisioterapista Lewin (nei festeggiamenti dell’1-1) e finale di tempo in forcing per gli azzurri: lob di Balotelli salvato sulla linea da Jagielka, poi palo di Candreva con un altro rasoterra. Tutti al riposo tra gli applausi.

SUPER MARIO GOL — Si esce dagli spogliatoi con una parata di Sirigu su Sturridge, ma al 5’ è di nuovo boato Italia: Candreva fa ammattire Baines, Cahill perde Balotelli e Mario gli salta alle spalle, incornando il 2-1 che fa esplodere Manaus, dove lo amano in tanti. I minuti successivi sono infuocati, l’indiavolato Sturridge chiama al lavoro Sirigu e Rooney si divora il pareggio dopo un fuorigioco azzurro sbagliato. Dentro Thiago Motta per Verratti, Hodgson risponde con Barkley al posto di Welbeck. In mezzo ci sono due proteste in area di Welbeck e Gerrard, ma Kuipers fa proseguire senza esitazioni. I Leoni ci provano anche coi terzini: prima Johnson, poi Baines su punizione. Ne usciamo indenni.

Il clima di Manaus ci dà una mano, perché smorza la foga dei nostri avversari protesi nel tentativo di recuperare. I due c.t. si marcano: dentro Immobile insieme a Wilshere, dentro Parolo con Lallana. Fuori Balotelli, Henderson, Candreva e Sturridge. Gerrard ci grazia su punizione, i minuti corrono, Rooney spreca l’ultimo regalo di Barkley. Il brivido finale lo regala Pirlo, osannato dal popolo dell’Amazzonia come al Maracanà: traversa su punizione in pieno recupero. Poi finisce. Abbracci, sorrisi. “We go again”, ci verrebbe da dire, rubando le famose parole d’incitamento a Gerrard… ma visto che non vogliamo fare la fine del suo Liverpool in Premier League, evitiamo. Ci vediamo a Recife: il 20 giugno scontro al vertice con la Costa Rica. L’avreste mai detto?

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Gazzetta.it – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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