Modelli organizzativi: Confindustria, strumenti per cultura della legalità

31 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Con riferimento alla riflessione in corso in merito all’applicazione del d. lgs. 231/2001, Confindustria auspica che gli orientamenti giurisprudenziali siano tali da incentivare il diffondersi della cultura della legalità fra tutte le imprese, con la conseguente adozione di rigorosi modelli organizzativi e di efficaci controlli interni. A tal fine, appare indispensabile che, come previsto dalla norma, si realizzi una chiara separazione fra le eventuali responsabilità penali dei singoli, a qualunque livello della catena di comando, e la responsabilità delle imprese in quanto tali. Lo si legge in una nota di Confindustria. La legge opportunamente esclude la punibilità dell’impresa nei casi in cui, prima del reato, siano stati messi in atto strumenti organizzativi e controlli adeguati. In questi casi, le responsabilità del reato vanno appurate in capo ai singoli dipendenti o amministratori. Se così non fosse una legge volta a promuovere l’adozione di modelli virtuosi finirebbe in realtà per scoraggiarne la diffusione perché essi sono costosi e finirebbero per rivelarsi inutili. Confindustria confida che anche l’adozione di eventuali misure cautelari tenga conto di queste considerazioni, nonché delle conseguenze che esse possono avere, prima dello svolgimento del processo, sulla stessa continuità aziendale e dunque sulle sorti di migliaia di dipendenti, fornitori, clienti e risparmiatori.