Misure di austerita’? L’ultima cosa di cui la debole Italia ha bisogno

11 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Visto che i recenti timori avevano portato a un forte balzo dei rendimenti dei titoli di stato italiani, la Bce ha deciso di intervenire nel mercato secondario per stabilizzare la situazione, ma a fronte di alcune condizioni: che il paese arrivasse al pareggio di bilancio entro il 2013 e che venissero implementate le riforme necessarie a ripristinare la crescita economica.

20 miliardi di euro circa: è la quota da raggiungere per ripristinare il pareggio. Un costo caro da pagare, che potrebbe non fare altro che assopire una ripresa praticamente inesistente, portando nel peggiore dei casi anche alla recessione, riporta Reuters.

“Queste misure di stretta fiscale impatteranno l’economia, e ridurranno i consumi privati”, ha detto Fabio Fois, analista dei Barclays, aggiungendo che si trova in procinto di tagliare le stime già deboli sulla crescita economica dell’Italia, ora +1% per il 2011 e +1,1% per il 2012.

Riportando una serie di dati raccolti da Reuters. Negli ultimi 10 anni in media la crescita economica dell’Italia è stata dello 0,3% annua, il peggiore paese nell’eurozona e il terzo peggiore a livello mondiale, dopo Zimbabwe, Eritrea e Haiti.

Nello stesso periodo di riferimento, Pil pro-capite in calo, produttività oraria stagnante e potere d’acquisto in caduta libera (-4%).